Come fare Link Building correttamente nel 2014

Il link building è un'attività che consiste nel piazzamento di link di un sito, che si desidera venga visitato, in diverse locazioni nello sterminato mondo di internet. Bisogna pianificare ove inserire i link e soprattutto la loro quantità, perché esagerare potrebbe essere controproducente. E soprattutto bisogna incentivare l'attività di terzi Continua a leggere

Spammy SEO: è corretto utilizzarlo?

Ogni giorno vengono creati per il web nuovi siti, nuovi blog, nuovi forum, nuovi e-shop, e il mondo virtuale diventa sempre più ampio; ogni parola chiave ricercata sui motori di ricerca apre pagine e pagine di risultati. In un contesto tale come dovrebbe fare una startup per farsi conoscere? Continua a leggere

I propositi SEO per un 2014 di successo

I buoni propositi non finiscono mai, così come la necessità e la voglia di apprendere e migliorarsi in continuazione. All'inizio dell'anno, in particolare, chi opera in chiave SEO è chiamato a confrontarsi con se stesso e con le azioni da mettere in campo. Lo scadere di 12 mesi e Continua a leggere

SEO: nuovi orizzonti per il 2014

Il Marketing SEO nel 2013 è andato incontro ad una vera e propria rivoluzione. L'algoritmo di ricerca è cambiato circa 500 volte durante l'anno creando per alcuni confusione e frustrazione e per altri dei chiari miglioramenti. Gli aggiornamenti Panda (che valorizza i contenuti originali) e Penguin (che controlla il Continua a leggere

Twitter

Spammy SEO: è corretto utilizzarlo?

Ogni giorno vengono creati per il web nuovi siti, nuovi blog, nuovi forum, nuovi e-shop, e il mondo virtuale diventa sempre più ampio; ogni parola chiave ricercata sui motori di ricerca apre pagine e pagine di risultati. In un contesto tale come dovrebbe fare una startup per farsi conoscere? Alcune ricorrono allo stratagemma dello spammy SEO, ovvero usare scorrettamente parole chiave o deeplinks. Uno dei più clamorosi esempi dell’ultimo periodo è il sito internet RapGenius, il quale per raggiungere il top nel ranking di Google ha pensato bene di fare pubblicità nei suoi accounts di Facebook e Twitter a tutti coloro che nei loro blog avessero inserito una lista di deeplinks diretti a RapGenius. Il problema era che le keywords inserite nei links erano semplicemente dei fake, ecco cosa succedeva se si cliccava per aprire e vedere il video: “Oops, wrong video”! Precisamente i links avrebbero dovuto portare alle clips delle nuove canzoni di Justin Bieber, e RapGenius cercava di inserire questi fake deeplinks in blog a sfondo musicale, famosi e con moltissime visite giornaliere, per avere un gran ritorno e scalare la lista dei risultati di Google… Però i video con le nuove canzoni di Bieber (uno dei due cantanti maggiormente cercati nel web nel 2013) non esistevano affatto.
Questa storia incresciosa è finita semplicemente con un messaggio di scuse da parte del fondatore di RapGenius, in cui giustificava il suo comportamento asserendo che i suoi competitors facevano altrettanto spamming.
La reazione di Google non è stata molto coerente con il passato, il gigante di Mountain View non ha penalizzato RapGenius perché ha investito in quest’ultimo, sapendo sin dall’inizio quale era il suo gioco. In realtà bisogna spezzare una lancia a favore di Google, perché è notizia delle ultime ore che sono stati eliminati i link diretti al sito web di RapGenius dai risultati di ricerca, ma sono comunque rimasti visibili l’account Twitter, quello Facebook e la pagina su Wikipedia del medesimo.
Purtroppo è opinione comune che i cosiddetti VC-backed possano fare spamming fino ad arrivare al punto di essere smascherati e una volta scoperti apprestarsi a chiedere scusa, oppure dire che non si era a conoscenza di nulla o che c’era un errore.
E se a fare la stessa cosa fosse un sito nel quale Google non ha investito? Sicuramente i proprietari andranno incontro a qualche problema, basta fare una piccola ricerca e andare a vedere cos’è successo a OverStock.com oppure JC Penney per averne la conferma (questi come altri facevano spammy SEO pagando bloggers per inserire dei link diretti a determinate pagine).

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Article Marketing: il ruolo delle immagini

Nell’ambito del SEO, in molti si chiedono quale sia il modo migliore per utilizzare le proprie immagini nelle campagne di link building. La forza attrattiva di foto e disegni è fuori di dubbio non solo nella vita quotidiana, ma ancor di più su internet: i contenuti che contengono immagini, infatti, sono di gran lunga i più cliccati. Prima ancora che il buon senso lo dicono le statistiche, le quali affermano che un contenuto dotato di una o più immagini attira ben oltre il novanta per cento di visite in più. Oltre ad attrarre l’utente, le foto spezzano la monotonia dei contenuti e in alcuni casi contribuiscono a spiegarli meglio, sdrammatizzandoli e ironizzando al punto che spesso alla riflessione si accompagna un sorriso. Tuttavia sono ancora poche le persone che si impegnano per commercializzare le proprie immagini all’interno delle loro campagna di link building. In altre parole, l’enorme potenziale di vignette, fotografie e quant’altro viene sfruttato poco e male, mentre ci sono molti modi per far sì che i link di collegamento sia resi più interessanti proprio grazie a foto oppure a disegni. All’interno delle campagne di costruzione di link, le immagini possono essere utilizzare in primis per collegare un sito a un altro sito: un’immagine è il modo più immediato di attrarre e veicolare il traffico verso il sito che si desidera promuovere. Non solo: sempre secondo i dati a disposizione, i link che contengono foto sono anche quelli che gli utenti condividono più facilmente sui social, da Twitter a Facebook. I collegamenti così si moltiplicano, rendendo molto più semplice la sponsorizzazione del link e dei contenuti che veicola. Anche i commenti risentono in maniera positiva dell’uso di immagini: basti pensare a tutte le volte in cui è proprio l’immagine a far sì che noi commentiamo, giudicandola magari eccessiva, inappropriata o semplicemente buffa. A loro volta, i commenti generano interesse e nuove condivisioni, in una catena difficile da spezzare. Un’altra importante risorsa generata da foto e disegni di vario genere è costituita dal flusso di visitatori che giungono a un sito proprio mediante la ricerca di immagini particolari. Tutti questi vantaggi, come si è visto, vengono amplificati sui social media, dove quello che conta è sempre più l’impatto visivo, dunque emozionale, di un link.

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Bing Webmaster Tools Connected Pages

Un motore di ricerca tradizionalmente è uno strumento che consente di individuare i contenuti desiderati, e accedervi, mediante alcune parole chiave strategiche. Bing è tutto questo, ma da oggi è anche molto di più: grazie ai Webmasters Tools collegati alle pagine, infatti, da oggi sarà possibile accedere ad ancora più contenuti, senza che i proprietari rischino di essere plagiati. Bing, infatti, di recente ha annunciato l’attivazione della nuova funzione Pagine Connected, che consentirà non solo di rivendicare il possesso dei contenuti, ma anche di vedere in che modo gli internauti vi accedono, tramite cioè quale tipo di ricerca e quali parole chiave. Per esempio, grazie a questa nuova funzione si potrà tenere sotto controllo la propria pagina aziendale su Facebook, il proprio profilo LinkedIn e le pagine dell’App Store. Una volta implementato il servizio e collegate le proprie pagine a esso, si potranno ottenere facilmente tutte le informazioni relative ai link – e agli utenti – in entrata, monitorando contemporaneamente i termini, le parole chiave, collegate. Inserire una pagina nell’innovativo sistema Bing è piuttosto semplice, e può farlo chiunque. È infatti sufficiente entrare in Bing Webmaster Tools e selezionare il link Pagine, che a sua volta riporta alla sezione Configura del proprio sito/pagina (di cui va inserito l’Url). Dopo aver cliccato il tasto Verifica bisognerà attendere ancora qualche minuto, soprattutto se si à richiesto di associare la pagina a più di una rete multimediale. Se la verifica dà esito negativo, sulla schermata sarà visibile una scritta rossa proprio accanto all’Url della pagina. Se invece l’operazione viene eseguita correttamente, non apparirà alcuna scritta, ma i primi dati arriveranno nell’arco di un paio di giorni. Per evitare un esito negativo, è necessario assicurarsi che il profilo della pagina collegata possieda un link per l’Url del sito. Il servizio Bing si attiverà nel giro di settantadue ore (probabilmente un po’ prima se si tratta di pagine Twitter o LinkedIn).

bing-webmaster

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Come massimizzare ROI e vendite nel periodo pre-natalizio

Per aumentare le vendite online del periodo pre-natalizio, è necessario seguire una serie di accorgimenti. In una lista di sette semplici punti, scopriremo quali sono le soluzioni migliori per implementarle.

Punto 1: Rendi la tua pagina unica

Fai in modo che nel titolo e nella testata siano incluse tutte le parole chiave relative al periodo in oggetto e ai prodotti che vuoi vendere. Si consiglia di non usare più di 30 parole chiave, scegliendo tra quelle più specifiche.

Punto 2: Ottimizza il tuo sito per la lettura su smartphone e tablets

Secondo l’Interactive Advertising Bureau: “il 61% dei visitatori che si collega ad un sito internet tramite smartphone, passerà alla concorrenza, se il sito non risulterà ottimizzato per la navigazione mobile”. Per non perdere clienti e dunque fatturato, sarà necessario rendere il proprio sito ideale per la navigazione da cellulare. Creando innanzitutto un unico set di contenuti, abolendo l’uso di più pagine su più domini.

Punto 3: Controlla la tua posizione e tieni d’occhio i concorrenti

Esistono diversi strumenti per analizzare la propria posizione all’interno dei motori di ricerca. L’obiettivo, è quello di valutare l’efficacia della propria ottimizzazione SEO. Cerca le soluzioni per migliorarla. Per esempio visitando i siti dei tuoi concorrenti valutando, per ogni quesito fin qui esposto, quali sono i punti di forza e di debolezza del tuo sito rispetto ai loro.

Punto 4: Correggi gli errori

Le tue parole chiave sono poche e vaghe? C’è qualche link rotto o doppio? Ci sono contenuti che si ripetono? Il tuo sito è facile da usare?

Punto 5: Migliora la velocità del tuo sito internet

Si stima che: “il 25% degli utenti lasci un sito che ci metta più di quattro secondi a caricare”. Pingdom è in grado di dirti quanto il tuo sito impiega, identificando anche quali istruzioni e file lo rallentino.

Punto 6: Testa e continua a testare

Testa periodicamente il tuo sito. Valuta l’esattezza delle parole chiave. Avvia ripetute analisi per conoscere quali siano le pagine più trafficate e le parole chiave più utilizzate.

Punto 7: Mantieni il tuo sito allineato ai social network

Assicurati di mantenere le pagine Twitter e Facebook aggiornate, iniziando una campagna diversi giorni prima rispetto alle date canoniche prefissate per le vendite. Usa gli hashtag: su Twitter aumentano la visibilità del messaggio che vuoi veicolare.

 

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Perché vale la pena investire in SEO

Dopo gli importanti cambiamenti delle politiche di Google del 2013, diversi siti di piccole aziende hanno riscontrato un drastico calo del traffico di visite.

In risposta, molti webmaster stanno cambiando le loro tattiche di ottimizzazione dei motori di ricerca ( in inglese SEO ).
Le imprese più piccole dedicano solitamente una minima parte del loro budget al SEO, spesso senza essere consci delle conseguenze. Elenchiamo di seguito quattro motivi per ripensarci.

1. Ve lo chiede Google

Google ha ufficialmente comunicato che le tecniche di SEO in uso nel 2008 non saranno più tollerate. Tutte le classiche operazioni effettuate, quali rinascita dei domini, collegamenti a pagamento e contenuto duplicato non saranno più ammesse.

Quest’annuncio è : la qualità dei contenuti va incrementata.

2. Recuperare dagli update di Google è costoso

I problemi tecnici sul sito sono i più facili da risolvere, ed in quanto tale andrebbero risolti rapidamente usando gli strumenti del webmaster come specificato nella guida. I contenuti duplicati andrebbero rimossi immediatamente.

I titoli che fanno uso di diverse keyword andrebbero modificati. Pagine povere di contenuto andrebbero riscritte in modo più significativo.

Tutte queste attività comportano perdite economiche. I proprietari di piccole imprese stanno iniziando a guardare al futuro, decidendo di ritagliare una fetta più importante del budget a favore del SEO per evitare di trovarsi nella stessa situazione nel 2014.

3. Il SEO fa parte del marketing

Molti webmaster commettono l’errore di non preoccuparsi più della loro strategia SEO, dopo averne decisa una. Dovrebbe esser chiaro ormai che il SEO non è più solo un esercizio tecnico, ma una parte importante del marketing. Per esempio, tutti gli impiegati dovrebbero avere un account Twitter lavorativo e condividere informazioni sull’azienda, post dal blog ed eventi speciali della compagnia per aiutare la diffusione dei contenuti.

4. I dati dimostrano che investire sul SEO conviene. Ciò significa che le piccole imprese non dovrebbero necessariamente accontentarsi del più economico, ma considerare una spesa più importante a fronte di un ritorno economico futuro.

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E-commerce: come fare SEO in vista delle festività e dei picchi di vendite

La maggior parte dei negozi raggiunge il picco delle vendite durante le festività natalizie. Ma i clienti cominciano a ricercare i loro acquisti molto prima dell’inizio delle feste, soprattutto se si tratta di regali importanti. Invece gran parte degli e-commerce pubblica troppo tardi le offerte, tardi sia per gli “acquirenti precoci” sia per i motori di ricerca, che impiegano settimane ad indicizzare le nuove pagine. La soluzione è cominciare presto e pianificare.
Ecco i sei consigli per una campagna seo vincente:
1) Pianificazione nuovi contenuti e studio picchi di vendita
Statistiche sugli ultimi 3 mesi del 2012 evidenziano che gli acquirenti fanno shopping in determinati giorni noti per le offerte: in America ci sono il “Black Friday” o il “Cyber Monday” . Invece in Italia abbiamo, ad esempio, l’apertura dei saldi a dicembre. Per catturare molti dei potenziali consumatori è necessario che gli e-commerce creino delle landing page ottimizzate per i giusti termini. Per esempio: ad Halloween sarà bene fare una landing page ottimizzata per “acquisto costumi Halloween” e simili.
2) Analisi parole chiave più ricercate
A questo fine è consigliato l’utilizzo di Google Trends e Google Adwords, che sono ottimi strumenti per capire l’andamento di una determinata parola nel tempo e i suoi volumi di ricerca. Questo sarà utile per capire come raggiungere una grande fetta di consumatori.
3) Identificare i prodotti da inserire
Dopo aver scelto le parole chiave da utilizzare, dovrete scegliere tutti i prodotti necessari per costruire una buona landing page che attiri i clienti.
4) Pubblicare i contenuti
Se a voi sembra troppo presto per pubblicare i nuovi contenuti, fatelo lo stesso. Infatti in base a un’analisi di Google del 2013, il 30% dei consumatori cominciano lo shopping natalizio prima di Halloween.
5) Ottimizzare categorie e prodotti
Ora è tempo di inserire le keywords all’interno di meta descriptions, title tags e URL. Il SEO post-Panda dà molta più importanza alle pagine con contenuti pertinenti ai tag.
6) Link building tramite Blog, Email e Social
Nell’ultima fase conta la creatività e la comunicazione: date importanza alla pagina Facebook, Twitter e Pinterest, mandate email e scrivete nei blog per farvi conoscere.

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