Strategie semplici e efficaci per attirare link al tuo sito

Per quelli che si affacciano per la prima volta nel complicato mondo dei contenuti per il web, bisogna precisare che, essere conosciuti in questo mondo, è facile se si conoscono le regole del gioco. Quando si crea un sito, con l'intento di attirare traffico, l'esigenza principale è quella di Continua a leggere

Come avviene il ranking delle pagine web

In passato, i motori di ricerca attribuivano un punteggio al sito in base alle parole che vi erano contenute. Ora non è più così, e i motori di ricerca tengono conto dell'intero contenuto del sito. Il motore di ricerca riesce a classificare un sito con 2 operazioni: - il crawling, l'abilità Continua a leggere

Responsive Web Design: una case history

Immaginate di essere alla ricerca di una vacanza. Si avvicina la fine dell'anno, ci si trascina un carico di stanchezza e stress che merita d'essere lavato via da un viaggio alla ricerca di emozioni. Avete poco tempo a disposizione, per cui appena vi si libera un istante (in qualunque Continua a leggere

Scollegare un url dei competitor danneggia il loro ranking?

Ci sono un mucchio di casi in cui il SEO negativo svolge bene la sua funzione e abbassa il ranking di un concorrente. Tuttavia rimane una questione da capire a riguardo, ovvero: Svalutare un url, fa perdere tutto l'impatto sia negativo che positivo che l'url stesso ha nella classificazione Continua a leggere

Stone Temple Consulting

Novità: i Google+ shares non migliorano il ranking

Un recente studio della Stone Temple Consulting, ha evidenziato che l’installazione e l’utilizzo nei blog del noto pulsante Google+ Shares, non incrementa in nessun modo il Search Ranking sui motori di ricerca.
La ricerca è reperibile sul sito della società al seguente indirizzo internet http://www.stonetemple.com/measuring-google-plus-impact-on-search-rankings/

Per capire le motivazioni che hanno spinto la Stone Temple Consulting a cimentarsi in tale lavoro, dobbiamo fare qualche passo indietro.

I ricercatori della Stone Temple Consulting, decisero di portare avanti i loro studi dopo aver letto due precedenti ricerche effettuate rispettivamente dalla Searchmetrics http://www.searchmetrics.com/en/services/ranking-factors-2013/ e dalla Moz http://moz.com/blog/ranking-factors-2013 . La Searchmetrics e la Moz avevano infatti annunciato nel giugno del 2013, di aver riscontrato un’incredibile correlazione positiva tra l’utilizzo del pulsante Google +1s e l’alto ranking sui motori di ricerca.

Anche l’ingegnere di Google, Matt Cutts, dopo la lettura dei due studi Searchmetrics/Moz, decise di scovare le prove che quanto affermato non corrispondesse a verità. L’ingegnere esplicitò tale parere sfavorevole sul sito internet di Searchenginewatch, e scrisse due interessanti articoli reperibili qui http://searchenginewatch.com/article/2290337/Matt-Cutts-Google-1s-Dont-Lead-to-Higher-Ranking e qui http://searchenginewatch.com/article/2291402/Correlation-Causation-Coincidence-in-SEO .
Cutts attraverso i suoi due articoli critici avviò un acceso dibattito, e mise in evidenza le differenze sostanziali che passano fra i concetti di correlazione, causa e coincidenza.

Alla luce delle iniziali ricerche con parere favorevole delle società Searchmetrics/Moz e della critica sfavorevole dell’ingegnere di Google Matt Cutts, il team della Stone Temple Consulting maturò dunque l’idea di condurre lo studio sull’impatto nella indicizzazione ed il ranking nei motori di ricerca attraverso l’utilizzo del pulsante Google+ Shares. I risultati ai quali i ricercatori sono arrivati lasciano poco spazio al dubbio. Essi affermano in maniera perentoria che l’installazione e l’utilizzo sui blog del pulsante di condivisione incriminato, non influenza positivamente in nessun modo il ranking nei motori di ricerca. Secondo i ricercatori dunque l’ingegnere Matt Cutts aveva ragione.

 

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Come riprendersi dalle penalità, da Google Penguin e Google Panda

E’ indiscutibile che Google abbia sconvolto l’ambito della ricerca web negli ultimi anni, introducendo Panda e Penguin che, con le loro relative penalizzazioni, stanno rendendo alquanto difficile la vita dei web publisher. A tal proposito al SES di San Francisco si è dato uno sguardo approfondito sugli aggiornamenti degli algoritmi del sistema di ricerca e sulle penalizzazioni cui i vari siti possono andare incontro, ma soprattutto a esser messi sotto la lente d’ingrandimento sono i metodi con i quali gli stessi siti possono scampare a tali penalità o recuperar punti.

A salire sul palco è stato Eric Enge, ovvero il presidente della Stone Temple Consulting, che ha iniziato il suo intervento parlando delle principali cause che possono consentire all’algoritmo di Panda di penalizzare un sito.

La prima cosa da fare quando si sceglie un contenuto da inserire nel web, dice Enge, è quella di informarsi riguardo il numero di pagine esistenti che già trattano lo stesso tema. Nel caso l’argomento sia già stato trattato in maniera più che soddisfacente, come ad esempio la ricetta per la torta di mele, sarebbe bene scriverne a riguardo soltanto se si è consci del fatto di poter aggiungere delle informazioni nuove a riguardo. Panda infatti nasce proprio per evitare una presenza eccessiva e inutile degli stessi contenuti sul web.

Panda inoltre premia i siti che offrono agli utenti degli approfondimenti a riguardo dei contenuti proposti, anche se da questa regola vengono esclusi i grandi marchi di e-commerce, come ad esempio Amazon, ai quali non è richiesta tale profondità.

Altra motivo per subire penalizzazioni è il reindirizzamento degli utenti dalla pagina scelta a un’altra, che spesso risulta colma di pubblicità. Questo è un trucco che in molti adoperano, che è reputato, in fatto di penalizzazioni, alla pari del testo o delle parole chiave nascoste.

Infine, nel caso si sia stati colpiti da Penguin, e dunque penalizzati, si dovrà operare sui propri link, eliminando quelli dannosi o ingannevoli, concentrandosi sui contenuti unici e di qualità e attendendo con calma che il tempo faccia il suo effetto. Penguin e Panda potranno ben presto dimenticarsi di voi e anzi premiarvi.

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