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Come ottimizzare i contenuti in ottica SEO

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Scrivere per il web significa coltivare una bella passione la quale, però, ha bisogno di risultati concreti. Chi gestisce un blog o un sito web ha la necessità di lavorare anche ai fini dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Non si può nascondere che l’obiettivo sia quello di realizzare contenuti che possano posizionarsi per determinate parole chiave nella prima pagina o addirittura nelle prime posizioni dei motori di ricerca, Google in particolare.

Ecco dieci regole in ottica SEO che potrebbero aiutare chiunque opera sul web a raggiungere prestigiosi risultati sui motori di ricerca.

Evitare contenuti doppi

Innanzitutto, è bene evitare di scrivere contenuti duplicati o, comunque, troppo simili l’un l’altro. Google se ne accorge. Meglio esprimere i concetti una sola volta, possibilmente nel miglior modo possibile.

Contenuti di valore ed utili

Per raggiungere le prime posizioni dei motori di ricerca bisogna sviluppare non soltanto contenuti di qualità. E’ necessario che essi siano anche utili, nel senso che interessino alla gente e che, quindi, siano in grado di generare traffico.

Sotto questo punto di vista è importante, prima di scrivere un contenuto, fare sempre un’analisi di marketing, per valutare la propria nicchia cioè il segmento di mercato potenzialmente interessato ai contenuti da sviluppare.

Occhio alle pagine del sito

E’ sbagliato pensare che debba essere ottimizzata l’home page dei siti web. Bisogna puntare ad ottimizzare non tanto la pagina principale quanto le altre, ma non tutte. Ad esempio, non è molto utile ottimizzare la pagina relativa ai contatti oppure alla policy del sito, vanno ottimizzate ed indicizzate soprattutto le categorie che sono le pagine che ospiteranno i contenuti più importanti.

Il fattore velocità

La gente ama navigare velocemente e senza troppe perdite di tempo, soprattutto in questo periodo dove a regnare sono gli smartphone e i dispositivi mobili. Un sito che si carica in maniera veloce è maggiormente apprezzato anche da Google.

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In Evidenza

Regole base per avere successo nel SEO nel 2014

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Il professionista SEO (search engine optimizer) attualmente, è impegnato a ricercare soluzioni ai fini di colmare il divario tra: le esigenze tecniche dei motori di ricerca e la necessità umana di reperire informazioni, su prodotti e servizi.
Negli ultimi tempi infatti, la SEO è diventata un’attività molto complessa che richiede competenze e tecniche specifiche; la frequenza con cui i diversi motori di ricerca, per questioni di business, stanno introducendo elementi di novità, aggiornando i propri algoritmi; richiede sempre più analisti e gestori SEO preparati, con un’ottima conoscenza delle ultime tendenze di settore. Ma quali sono le qualità che oggi deve avere un Search Engine Optimizer?

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Article Marketing

SEO, budget e attitudini esecutive, quale legame?

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Se la nostra intenzione è quella di determinare il successo SEO di un’organizzazione, quali elementi dobbiamo analizzare? Sono molti quelli da prendere in considerazione.

Abbiamo iniziato con l’ipotesi secondo la quale la buona riuscita di un’azienda sia strettamente collegata al suo ottimo posizionamento nelle liste di ricerca. Vogliamo comprovare questa teoria e poi tracciare i fattori che hanno portato ai risultati positivi.

TEST DEL LEGAME FRA FIDELIZZAZIONE E BILANCIO.
Per verificare l’ipotesi è stata proposta un’intervista a 380 market di ricerca sui comportamenti adottati, le tattiche e le strategie per ottimizzare il SEO. E’ stato poi segmentato quel settore degli intervistati che dicono di avere a disposizione quasi tutto o tutto il budget necessario per la fidelizzazione. Il 55% degli intervistati ha dichiarato di disporre del budget ottimale e si è notata una buona correlazione fra affiliazione ed aumento delle vendite.

I TASSI DI CONVERSIONE ELEVATI CORRISPONDONO ALLE VENDITE?
Si è cercato poi di capire se esiste una relazione fra le vendite e il successo nella ricerca. Abbiamo così segmentato quelli che hanno avuto buone performance nei tassi di riconversione.

Le analisi hanno dimostrato un’innegabile verità: un utente fedele acquista con maggiore facilità.

SAPETE CHE LA FIDELIZZAZIONE TRAMITE IL SEO E’ FONDAMENTALE…MA ADESSO?
Ora i dati hanno confermato il nostro sospetto: la fidelizzazione è un elemento necessario per avere ottimi riscontri. Ma come si fa ad ottenerla?

Ci sono tante teorie su come affrontare un aspetto così delicato ma i seguenti tre approcci sono particolarmente efficaci:
- parla lo stesso linguaggio della tua dirigenza: se non utilizzate la stessa lingua del vostro esecutivo non riuscirete mai ad avere appoggio per la vostra strategia. Per aiutarvi, chiedete pure ai vostri colleghi un parere su quelli che sono gli obiettivi dei vostri capi ed utilizzate gli esempi dei vostri concorrenti per parametrare gli obiettivi;
- non esiste “parlare”, esiste solo “fare”: stabilite mini traguardi realizzabili e puntate a conseguirli in periodi di tempo piuttosto brevi per far toccare con mano la concretezza delle vostre strategie;
- trova il fattore di vittoria nella tua organizzazione: anni di esperienza hanno dimostrato che l’elemento di successo può essere trovato all’interno della propria azienda nei reparti meno probabili. Un esempio? Cercate conferma nella finanza, portate i numeri a supporto della vostra strategia e sarete sulla buona strada per ottenere il budget da investire.

VALUTARE I VOSTRI SFORZI SEO PER LA FIDELIZZAZIONE
Anche se questa analisi non è esaustiva abbiamo dimostrato che esiste una stretta correlazione tra un maggior numero di utenti fedeli e le vendite effettuate. Ma qualunque sia la strategia che decidiate di utilizzare, è sempre bene prevedere dei momenti di verifica ed, eventualmente, un cambio di rotta anche minimo per raggiungere i traguardi prefissi.

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Quanto bisognerebbe spendere in servizi SEO?

Inutile negare che il lavoro svolto da un professionista in ambito SEO, sia fondamentale per il buon posizionamento del proprio sito internet all’interno del grande quanto complesso mondo del web.

Si, ma quanto mi costa? Se avete già posto tale domanda a un professionista, difficilmente vi avranno posto davanti un listino prezzi dal quale scegliere il vostro carnet ideale.
Molti professionisti lavorano a progetto, altri, fatturano sulla base di un monte ore lavorative. Ma questo per un imprenditore dovrebbe risultare ininfluente, almeno al principio.

Come prima cosa è necessario fare un passo indietro e concordare con il professionista che tipologia di intervento necessitiamo, ma soprattutto, quali sono i risultati e in quanto tempo vogliamo ottenerli.

Rivolgendosi ad un professionista SEO, vogliamo come prima cosa valorizzare il nostro sito internet, strumento indispensabile sopratutto in ambito professionale e commerciale.
Ma la valorizzazione non è intesa in senso estetico, bensì “tecnico”.

Con cadenza regolare, Google effettua “scansione” dei vari siti internet presenti nel web. Tale scansione approda all’attribuzione di una sorta di punteggio a determinate caratteristiche del sito. Il punteggio totale fa in modo che il suddetto sito abbia una migliore o un peggior posizionamento sulla base delle Keywords (per i neofiti, le Keywords sono le parole chiave ricercate sul motore di ricerca dall’utente).

Ebbene, il professionista SEO lavora per far sì che Google attribuisca al sito un punteggio sempre più alto, collocandolo nelle prime posizioni della prima pagina qualora si effettui un ottimo lavoro.

Il progetto di valorizzazione tecnica di un tal sito, è un progetto estremamente personale, studiato ad hoc per il singolo cliente, e molto diverso da settore a settore.

Tornando al costo relativo all’intervento del professionista, è complicato ipotizzare una cifra standard. Come detto, sarà determinante la tipologia del lavoro e il tempo in cui si vorrà conseguire il risultato ipotizzato. Inciderà la mole di lavoro, poiché un sito di dieci pagine necessiterà un lavoro minore rispetto ad un sito di cinquanta. Sarà inoltre necessario valutare l’architettura del sito, esaminare i Meta Tag, le descriptions ed i contenuti.

Insomma, il ventaglio operativo per un SEO Specialist è estremamente ampio; ecco perché proporre un cifra standard è praticamente impossibile.
Ciò che conta è che tale investimento oggigiorno è diventato indispensabile per il vostro business, e quindi, l’intervento di un professionista serio al giusto prezzo, saranno sicuramente soldi ben spesi!

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6 maggiori cambiamenti annunciati da Google per il SEO del 2014

Nelle ultime settimane, Google ha fatto passi da gigante nella gestione della SEO (Search Engine Optimizazion, ovvero l’ottimizzazione delle pagine per acquisire prominenza nei risultati dati da Google agli utenti). L’obbiettivo principale di Google è stato, molto semplicemente, cercare di impedire lo sfruttamento degli algoritmi del motore di ricerca con espedienti tecnici, favorendo invece un’impostazione pensata e strategica per chi fosse interessato ad acquisire visibilità e rilevanza.

Andiamo ad analzzare le novità nel dettaglio:

1. Niente più keyword.
Per cominciare, dal settembre 2013 Google ha cominciato ad impedire ai siti di scoprire con quali parole di ricerca vengono trovati. Questa mossa impedisce l’utilizzo di un espediente molto efficace nel cercare di capire l’intento del consumatore (user Intent): l’ottimizzazione “tradizionale” implica l’utilizzo di parole chiave popolari che, a prescindere dai contenuti, andavano spesso ad incrementare la visibilità di un sito.

2. Niente più pagerank.
Da febbraio, google non mostra più il PageRank, ovvero i vecchi metodi per stabilire la “qualità” di una pagina. L’ingegnere Matt Cutts ha spiegato che Pagerank “verrà adesso aggiornato soltanto poche volte all’anno”. Chi utilizzava questo metodo per valutare la qualità di una pagina, dovrà aggiornare i propri metodi di giudizio. Google sta infatti sviluppando metodi di ranking più specializzati e focalizzati sulla qualità e sui contenuti.

3. L’algoritmo Hummingbird.
Google sta cercando di incrementare la propria capacità di capire le ricerche “colloquiali”, ovvero che non si limitano a parole chiave, ma che fanno domande. Ad esempio, se la ricerca include “mostrami foto di Tom Cruise“, e la ricerca seguente chiede “con chi è stato sposato?”, il risultato potrebbe elencare le sue ex mogli.

4. Google+
Sebbene google + non sia in realtà una vera e propria novità, le sue funzionalità sono state incrementate, ed hanno un impatto fortissimo sui risultati personalizzati. Oltre ad essere una piattaforma dove si condividono contenuti, Google+ sembra giocare attualmente un ruolo molto importante nello stabilire “identità” di chi cerca, e “rilevanza semantica”.

5. Authorship
Anche qui, non si tratta di una novità. Google ha iniziato a raccogliere dati, associando i nuovi contenuti con le persone che li scrivevano. Nel tempo, questo ha iniziato a fare sì che gli autori che generano più reazioni o risposte iniziassero ad essere associati ad un certo “ranking”.

6. Articoli approfonditi.
Google ha scoperto che circa il 10% delle ricerche degli utenti includono il bisogno di apprendere informazioni approfondite a proposito di alcuni argomenti. Si tratta di un numero abbastanza elevato, e per questo è stata lanciata questa feature, che in futuro crescerà ed avrà molto a che vedere col ranking delle pagine.

Insomma: fin’ora i webmaster si sono fidati ciecamente di strumenti quali PageRank o le parole chiave, ma l’utilizzo di tutto ciò è destinato a diminuire drasticamente. L’ottimizzazione dei siti internet sarà sempre più concretamente basata sul contenuti: questa almeno sembra essere la tendenza attuale.

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