Where's the Search?

"Where's the beef?", ovvero "dov'è la carne?". Così recitavano tre vecchine in una pubblicità della nota catena di fast food americana Wendy's negli anni 80: divenne un vero e proprio tormentone, che oggi, data l'abbondanza di hamburger piuttosto sostanziosi sul mercato, non ha più senso. In compenso, se questa domanda Continua a leggere

Aprire la porta del garage con il Bluetooth? E' possibile

Aprire la saracinesca del garage o un cancello con un telecomando è ormai storia passata, le vecchie frequenze radio sono divenute obsolete. Nel terzo millennio il box auto si apre con lo smartphone via bluetooth. Per fare questo esistono essenzialmente tre modalità: comprare accessori appositi, oppure costruire un device Continua a leggere

Dalla vecchia alla nuova scuola: l'evoluzione del SEO

Il SEO, acronimo di Search Engin Optimization, è l’insieme di attività rivolte ad aumentare il numero di accessi ad un sito tramite i motori di ricerca. Esso ha assunto con il tempo una valenza sempre maggiore, tanto da diventare una scelta strategica fondamentale per realizzare un sito di successo. Infatti Continua a leggere

Come fare Link Building correttamente nel 2014

Il link building è un'attività che consiste nel piazzamento di link di un sito, che si desidera venga visitato, in diverse locazioni nello sterminato mondo di internet. Bisogna pianificare ove inserire i link e soprattutto la loro quantità, perché esagerare potrebbe essere controproducente. E soprattutto bisogna incentivare l'attività di terzi Continua a leggere

Justin Bieber

Rap Genius: che dura riprendersi dopo una Google Penalty!

Rap Genius che ha visto una discesa vertiginosa dei contatti dopo un errore a cui è seguita una penalizzazione di Google. Ma torniamo indietro di qualche giorno per capire cosa sia realmente accaduto. Prima di Natale il sito Rap Genius aveva pubblicizzato sulla sua pagina Facebook di voler affiliare alcuni blog al suo famoso e cliccatissimo sito per la ricerca di testi e più in generale di notizie dal mondo della musica. Leggendo questo post rimane colpito ed entusiasta un giovane proprietario di un blog nonché fan del famoso sito internet, che pertanto decide di rispondere immediatamente all’opportunità che però non si rivela idilliaca, ma solo uno specchio per le allodole. Rispondendo all’annuncio infatti, il blogger si è visto recapitare una lunghissima lista di indirizzi (dalle sembianze e caratteristiche simili alle comuni spam) di canzoni di Justin Bieber da includere all’interno del proprio blog in concomitanza del lancio del nuovo album della nota star, in cambio di pubblicità tra tutti i followers. Il blogger in questione posta invece la notizia sull’Hacker News attirando così l’attenzione di uno dei membri della squadra spam di Google. Ciò ha portato naturalmente ad una penalizzazione di Google nei confronti di Rap Genius, che è passata così da essere un sito mago del SEO raggiungendo quota 800.000 visitatori al giorno prima della penalizzazione, a soli 100.000 visitatori durante la penalizzazione.
Dopo questa vicenda naturalmente il sito Rap Genius è subito corso ai ripari per tornare ad essere tra i migliori risultati ottimizzati nelle ricerche, lavorando così con la stessa Google per ripristinare la sua situazione precedente. Nonostante però il lavoro profuso, Rap Genius si ferma ancora a 400.000 visitatori al giorno dopo la penalizzazione, ciò potrebbe essere dovuto anche ad un problema di contenuti. Ma si può comunque dire che si è trattata di una penalizzazione molto breve rispetto alle regole generali, ciò si dice sarebbe dovuto alla presenza del noto personaggio della Silicon Valley Andreessen Horowitz, che sarebbe infatti tra i fondatori della stessa Rap Genius.

 

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Google ha appoggiato l’attività di spamming di RapGenius?

Nel suo ultimo video Matt Cutts, a capo del team Anti-spam di Google, fa ulteriori precisazioni sul comportamento che viene assunto a Mountain View nei confronti degli spammer. L’obiettivo è di demoralizzare coloro che agiscono in maniera scorretta così da scoraggiare atteggiamenti del genere. Grazie agli aggiornamenti di Google Panda e Penguin sono stati colpiti numerosi siti che usavano la SEO in modo sleale. Molti di questi siti hanno impiegato circa un anno per riprendersi definitivamente, altri ancora non sono più riusciti ad ottenere una buona visibilità. Le punizioni di Google sono quindi particolarmente sconfortanti, oltre che esemplari, e puntano a far abbandonare totalmente le pratiche scorrette. I cosiddetti “Black Hat”, coloro che attuano strategie negative, ricevono grandi introiti ma solo fino a quando non vengono scoperti. Conviene, dunque, comportarsi sempre da “White Hat” in modo da fornire un servizio utile al navigatore e non rischiare l’intervendo di Google. Recentemente è stato colpito da Matt Cutts Rap Genius, un sito adibito alla condivisione di testi musicali ed al loro commento che contava sull’intervento diretto degli utenti. Dopo una serie di comportamenti inadatti, Google ha deciso di rimuovere qualsiasi contenuto appartenente a quel sito dal motore di ricerca. Mentre fino a pochi giorni fa era sufficiente digitare le prime lettere del sito per trovarlo tra i primi risultati, adesso è retrocesso fino alla quinta pagina. I motivi dell’intervento di Google sono molteplici, a partire dalle pratiche poco legali per scalare rapidamente la SERP fino all’accusa fatta dalla National Music Publishers’ Association di violazione del copyright. Ma il punto di rottura fondamentale può essere ritrovato in una serie di commenti innaturali (13 link ad altrettanti brani presenti su Rap Genius del giovane cantante Justin Bieber), definiti tali in quanto privi di collegamento con il testo precedente.

Rap-Genius

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Spammy SEO: è corretto utilizzarlo?

Ogni giorno vengono creati per il web nuovi siti, nuovi blog, nuovi forum, nuovi e-shop, e il mondo virtuale diventa sempre più ampio; ogni parola chiave ricercata sui motori di ricerca apre pagine e pagine di risultati. In un contesto tale come dovrebbe fare una startup per farsi conoscere? Alcune ricorrono allo stratagemma dello spammy SEO, ovvero usare scorrettamente parole chiave o deeplinks. Uno dei più clamorosi esempi dell’ultimo periodo è il sito internet RapGenius, il quale per raggiungere il top nel ranking di Google ha pensato bene di fare pubblicità nei suoi accounts di Facebook e Twitter a tutti coloro che nei loro blog avessero inserito una lista di deeplinks diretti a RapGenius. Il problema era che le keywords inserite nei links erano semplicemente dei fake, ecco cosa succedeva se si cliccava per aprire e vedere il video: “Oops, wrong video”! Precisamente i links avrebbero dovuto portare alle clips delle nuove canzoni di Justin Bieber, e RapGenius cercava di inserire questi fake deeplinks in blog a sfondo musicale, famosi e con moltissime visite giornaliere, per avere un gran ritorno e scalare la lista dei risultati di Google… Però i video con le nuove canzoni di Bieber (uno dei due cantanti maggiormente cercati nel web nel 2013) non esistevano affatto.
Questa storia incresciosa è finita semplicemente con un messaggio di scuse da parte del fondatore di RapGenius, in cui giustificava il suo comportamento asserendo che i suoi competitors facevano altrettanto spamming.
La reazione di Google non è stata molto coerente con il passato, il gigante di Mountain View non ha penalizzato RapGenius perché ha investito in quest’ultimo, sapendo sin dall’inizio quale era il suo gioco. In realtà bisogna spezzare una lancia a favore di Google, perché è notizia delle ultime ore che sono stati eliminati i link diretti al sito web di RapGenius dai risultati di ricerca, ma sono comunque rimasti visibili l’account Twitter, quello Facebook e la pagina su Wikipedia del medesimo.
Purtroppo è opinione comune che i cosiddetti VC-backed possano fare spamming fino ad arrivare al punto di essere smascherati e una volta scoperti apprestarsi a chiedere scusa, oppure dire che non si era a conoscenza di nulla o che c’era un errore.
E se a fare la stessa cosa fosse un sito nel quale Google non ha investito? Sicuramente i proprietari andranno incontro a qualche problema, basta fare una piccola ricerca e andare a vedere cos’è successo a OverStock.com oppure JC Penney per averne la conferma (questi come altri facevano spammy SEO pagando bloggers per inserire dei link diretti a determinate pagine).

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