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Google Panda, Penguin & Phantom: come difendersi

Nel giro di poche settimane, la Galassia Google ha scagliato nel web nuove potenti armi di controllo dei siti: il più celebre è il nuovo algoritmo Panda, ma anche i suoi “fiancheggiatori” Penguin 2.0 e Phantom sono riusciti a creare panico tra i SEO e le legioni degli ottimizzatori, che hanno iniziato una corsa al recupero dei posizionamenti.
Considerato l’effetto registrato nella comunità dei webmasters, sembra quantomeno provocatoria la scelta di accostare nomi teneri come quelli di due animaletti bianconeri a quello di un’entità inafferrabile, ma in questo modo si agevola la comunicazione perchè è lecito parlare delle “3P”.
Alla versione di Panda che circola da marzo 2012 si sono aggiunti, nell’ordine, l’8 maggio Phantom - che mette sotto la lente i contenuti e non i link - e il 22 maggio Penguin 2.0, che da’ la caccia ai links innaturali. L’effetto che sortisce Penguin 2.0 è l’affondamento dei posizionamenti: scansiona tutte le pagine del sito e non solo homepage, come faceva Penguin 1.0.
I nuovi filtri intendono scoraggiare le pratiche “black hat” che tentano di approfittare delle falle del sistema.
In teoria, la qualità complessiva dei siti dovrebbe migliorare, e gli utenti risparmieranno tempo.
L’uso morigerato delle keywords e la produzione di contenuti originali sono di solito ottimi antidoti alla penalizzazione.
La temuta notifica compare nella webmaster tool, ma non sempre si apprende con assoluta certezza di essere incappati nella penalizzazione: come molte operazioni del web, la causa del tracollo di un sito nelle SERP può avere diverse cause, e non sempre rintracciabili. Prevenire l’affossamento causato dalle temute 3P è però possibile adottando una prassi “white hat”, che porta a un recupero veloce dalla penalità patita. Contro i cali in SERP dovuti a Panda e Penguin occorre fare tre azioni: cancellare le ripetizioni dei contenuti più importanti, evitare la farcitura di link non attinenti e limitare la quantità dei collegamenti esterni, che vanno selezionati e inseriti con cura.
Essere molto originali, inoltre, premia con un pronto recovery anche contro le analisi di Phantom. Preferire una SEO chiara ad una SEO forte è la regola d’oro. Le 3P sono potenti, ma ristabilire il posizionamento migliore è sempre possibile.

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L’ultimo segnale di Panda

Segnali di google panda
Segnali di google panda

Esaminiamo l’ultimo “sintomo”di Panda…

8.Apparente meccanismo “a valvola” per il traffico di Google
Questo tipo di comportamento dei siti è probabilmente correlato ai long tail ranking, che non vengono registrati e monitorati tanto, e la cui risulta lettura più ostica rispetto a quella di altri dati. Con “valvola” si vuole far riferimento a periodi di tempo in cui sembra che le restrizioni siano “sospese”, durante i quali il traffico riprende rapidamente e poi, dopo qualche giorno (uno, due, tre giorni…), si assottiglia nuovamente.
Durante questi periodo di tempo, non avviene nulla di veramente significativo in termini di classifica – niente di chiaramente osservabile, quanto meno - ma sembra che Google “apra la valvola” o la chiuda piuttosto in fretta. Una delle ipotesi plausibili è che questo sistema serva a valutare i siti, sospendendo temporaneamente qualunque filtro sia in atto, per vedere come rispondono i siti esaminati, e poi valutarli nuovamente. Ma la cosa più strana è che durante questi picchi di traffico non ci sono veri cambiamenti nelle classifiche delle keyword, su siti di prova con i quali sono state monitorate quasi un migliaio di parole chiave.

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I “segnali” di Google Panda, seconda puntata

Segnali di google panda
Segnali di google panda

Continuiamo con l’elenco dei “segnali” che i nostri siti mandano dall’uscita di Google Panda
3.Rapido incremento del traffico, seguito da una picchiata e poi da una stabilizzazione nel tempo
Un altro segnale che abbiamo osservato all’uscita di Panda è stato un forte ed improvviso incremento di traffico per alcuni siti nel primo paio di settimane. Alcuni di questi siti hanno mantenuto il traffico, altri sono tornati rapidamente indietro. E’ interessante capire quale sia stata la fonte del traffico aggiuntivo.

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Google In Evidenza

I segnali e i sintomi di Google Panda

Un cambiamento così significativo dell’algoritmo, tanto che il 12% delle ricerche risultano colpite, è il sintomo di una modifica sostanziale, che sicuramente è facile riscontrare in diversi aspetti legati alle attività di un sito. I “sintomi” di Panda, infatti, possono essere molteplici.
Quello che vogliamo fare per ora non è fornire una soluzione ai problemi, quanto identificare correttamente i “segnali” di Panda.
Quando si ha a che fare una formula complessa e con molte variabili come l’algoritmo di ricerca di Google, il segnale del cambiamento non sarà uno solo. In realtà, come in qualsiasi foglietto illustrativo di qualsiasi medicinale, gli “effetti collaterali” di Panda sono tantissimi. Cerchiamo di prenderli in considerazione tutti, uno per volta.

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Google Web Marketing

Proviamo a dare delle definizioni per quanto riguarda Google Panda

Una definizione di Authority
A partire dalle linee guida ricavate dalle domande nella discussione di ieri, proviamo a dare una definizione di Authority, aggiungendo altri dati a quelli già forniti. Ci sono molti altri fattori che non verranno presi in considerazione nella formula che proviamo a mettere insieme adesso: l’obiettivo qui non è quello di essere onnicomprensivi ed esaustivi (non sarebbe possibile in poche righe), ma piuttosto di fornire una approssimazione sufficientemente efficace del concetto.
Questa è solo una delle interpretazioni possibili, perché non esiste una definizione precisa di Authority: prendiamo in esame alcune delle caratteristiche (tralasciandone delle altre) e alcune statistiche che ci aiutrno a farci un’idea di come determinate un’Authority site.

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