Yahoo! lancia la Ricerca Protetta

Yahoo sta lanciando in queste ultime ore la ricerca protetta. Annunciata fin dal novembre scorso, la novità impedirà l'invio di referrer ai siti che non sembrano offrire sufficienti garanzie. Attualmente, vengono trasferiti i dati soltanto ai siti ritenuti sicuri. Il referrer non è altro che l'url della pagina dalla quale Continua a leggere

Where's the Search?

"Where's the beef?", ovvero "dov'è la carne?". Così recitavano tre vecchine in una pubblicità della nota catena di fast food americana Wendy's negli anni 80: divenne un vero e proprio tormentone, che oggi, data l'abbondanza di hamburger piuttosto sostanziosi sul mercato, non ha più senso. In compenso, se questa domanda Continua a leggere

Aprire la porta del garage con il Bluetooth? E' possibile

Aprire la saracinesca del garage o un cancello con un telecomando è ormai storia passata, le vecchie frequenze radio sono divenute obsolete. Nel terzo millennio il box auto si apre con lo smartphone via bluetooth. Per fare questo esistono essenzialmente tre modalità: comprare accessori appositi, oppure costruire un device Continua a leggere

Dalla vecchia alla nuova scuola: l'evoluzione del SEO

Il SEO, acronimo di Search Engin Optimization, è l’insieme di attività rivolte ad aumentare il numero di accessi ad un sito tramite i motori di ricerca. Esso ha assunto con il tempo una valenza sempre maggiore, tanto da diventare una scelta strategica fondamentale per realizzare un sito di successo. Infatti Continua a leggere

Facebook

Rap Genius: che dura riprendersi dopo una Google Penalty!

Rap Genius che ha visto una discesa vertiginosa dei contatti dopo un errore a cui è seguita una penalizzazione di Google. Ma torniamo indietro di qualche giorno per capire cosa sia realmente accaduto. Prima di Natale il sito Rap Genius aveva pubblicizzato sulla sua pagina Facebook di voler affiliare alcuni blog al suo famoso e cliccatissimo sito per la ricerca di testi e più in generale di notizie dal mondo della musica. Leggendo questo post rimane colpito ed entusiasta un giovane proprietario di un blog nonché fan del famoso sito internet, che pertanto decide di rispondere immediatamente all’opportunità che però non si rivela idilliaca, ma solo uno specchio per le allodole. Rispondendo all’annuncio infatti, il blogger si è visto recapitare una lunghissima lista di indirizzi (dalle sembianze e caratteristiche simili alle comuni spam) di canzoni di Justin Bieber da includere all’interno del proprio blog in concomitanza del lancio del nuovo album della nota star, in cambio di pubblicità tra tutti i followers. Il blogger in questione posta invece la notizia sull’Hacker News attirando così l’attenzione di uno dei membri della squadra spam di Google. Ciò ha portato naturalmente ad una penalizzazione di Google nei confronti di Rap Genius, che è passata così da essere un sito mago del SEO raggiungendo quota 800.000 visitatori al giorno prima della penalizzazione, a soli 100.000 visitatori durante la penalizzazione.
Dopo questa vicenda naturalmente il sito Rap Genius è subito corso ai ripari per tornare ad essere tra i migliori risultati ottimizzati nelle ricerche, lavorando così con la stessa Google per ripristinare la sua situazione precedente. Nonostante però il lavoro profuso, Rap Genius si ferma ancora a 400.000 visitatori al giorno dopo la penalizzazione, ciò potrebbe essere dovuto anche ad un problema di contenuti. Ma si può comunque dire che si è trattata di una penalizzazione molto breve rispetto alle regole generali, ciò si dice sarebbe dovuto alla presenza del noto personaggio della Silicon Valley Andreessen Horowitz, che sarebbe infatti tra i fondatori della stessa Rap Genius.

 

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Spammy SEO: è corretto utilizzarlo?

Ogni giorno vengono creati per il web nuovi siti, nuovi blog, nuovi forum, nuovi e-shop, e il mondo virtuale diventa sempre più ampio; ogni parola chiave ricercata sui motori di ricerca apre pagine e pagine di risultati. In un contesto tale come dovrebbe fare una startup per farsi conoscere? Alcune ricorrono allo stratagemma dello spammy SEO, ovvero usare scorrettamente parole chiave o deeplinks. Uno dei più clamorosi esempi dell’ultimo periodo è il sito internet RapGenius, il quale per raggiungere il top nel ranking di Google ha pensato bene di fare pubblicità nei suoi accounts di Facebook e Twitter a tutti coloro che nei loro blog avessero inserito una lista di deeplinks diretti a RapGenius. Il problema era che le keywords inserite nei links erano semplicemente dei fake, ecco cosa succedeva se si cliccava per aprire e vedere il video: “Oops, wrong video”! Precisamente i links avrebbero dovuto portare alle clips delle nuove canzoni di Justin Bieber, e RapGenius cercava di inserire questi fake deeplinks in blog a sfondo musicale, famosi e con moltissime visite giornaliere, per avere un gran ritorno e scalare la lista dei risultati di Google… Però i video con le nuove canzoni di Bieber (uno dei due cantanti maggiormente cercati nel web nel 2013) non esistevano affatto.
Questa storia incresciosa è finita semplicemente con un messaggio di scuse da parte del fondatore di RapGenius, in cui giustificava il suo comportamento asserendo che i suoi competitors facevano altrettanto spamming.
La reazione di Google non è stata molto coerente con il passato, il gigante di Mountain View non ha penalizzato RapGenius perché ha investito in quest’ultimo, sapendo sin dall’inizio quale era il suo gioco. In realtà bisogna spezzare una lancia a favore di Google, perché è notizia delle ultime ore che sono stati eliminati i link diretti al sito web di RapGenius dai risultati di ricerca, ma sono comunque rimasti visibili l’account Twitter, quello Facebook e la pagina su Wikipedia del medesimo.
Purtroppo è opinione comune che i cosiddetti VC-backed possano fare spamming fino ad arrivare al punto di essere smascherati e una volta scoperti apprestarsi a chiedere scusa, oppure dire che non si era a conoscenza di nulla o che c’era un errore.
E se a fare la stessa cosa fosse un sito nel quale Google non ha investito? Sicuramente i proprietari andranno incontro a qualche problema, basta fare una piccola ricerca e andare a vedere cos’è successo a OverStock.com oppure JC Penney per averne la conferma (questi come altri facevano spammy SEO pagando bloggers per inserire dei link diretti a determinate pagine).

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4 Techiche SEO B2B da non perdere di vista!

Per avere un buon posizionamento nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca e sui social media è necessario portare avanti 4 piccole tattiche, da tenere sempre a mente anche quando alcune di esse sembreranno ampiamente avviate:
1) Analizzare le keyword (parole chiave) maggiormente richieste dagli utenti
2) Predisporre la realizzazione di testi per la propria piattaforma o i social in ottica SEO
3) Definire le corrette strategie per la realizzazione di un blog aziendale
4) Coordinare tutti i contenuti

Solo in questo modo si potranno realizzare dei veri e propri contenuti di qualità e aumentare così la quantità di click. Grazie a contenuti altamente qualificati e popolari si potrà ottenere anche un buon tempo di sosta, all’interno del proprio sito, dell’utente e, in alcuni casi, anche una conversione di quest’ultimo che raggiungerà gli obiettivi da voi prefissati.
Questi dati potranno essere facilmente consultati attraverso Google Analytics.
E’ bene non imbrogliare. Infatti da poco Google ha lanciato la sua nuova invenzione ‘Google Hummingbird’, nato come ‘agente di pulizia’, ma rivelatosi meno invasivo e preoccupante di quanto previsto. L’algoritmo basato su una attenta ricerca semantica e sulla conversational search ha come fine quello di soddisfare, ancor di più le richieste dei propri utenti. Per questo motivo è bene seguire i 4 punti suddetti. Non basta più dunque improvvisarsi SEO. Per poter veramente ottenere l’effetto desiderato, cioè la conversione da visitatore ad utente, è necessario che la propria piattaforma abbia contenuti accattivanti, che attirino e informino allo stesso tempo. Questi content devono essere, però, pianificati, facendo sì intravedere uno studio di brand dietro di essi.
Ciò deve avvenire non solo sul proprio sito web, ma anche sui diversi canali social che vengono gestiti. Particolare attenzione deve essere prestata a Facebook. Il 93% del tempo passato sui social network è su Fb. Ci si deve quindi orientare su ‘impressioni visibii’ e non più sulla quantità di quest’ultime. E’ necessario dunque una interazione con gli utenti per poter salire effettivamente sui motori di ricerca e sui social media.

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Article Marketing: il ruolo delle immagini

Nell’ambito del SEO, in molti si chiedono quale sia il modo migliore per utilizzare le proprie immagini nelle campagne di link building. La forza attrattiva di foto e disegni è fuori di dubbio non solo nella vita quotidiana, ma ancor di più su internet: i contenuti che contengono immagini, infatti, sono di gran lunga i più cliccati. Prima ancora che il buon senso lo dicono le statistiche, le quali affermano che un contenuto dotato di una o più immagini attira ben oltre il novanta per cento di visite in più. Oltre ad attrarre l’utente, le foto spezzano la monotonia dei contenuti e in alcuni casi contribuiscono a spiegarli meglio, sdrammatizzandoli e ironizzando al punto che spesso alla riflessione si accompagna un sorriso. Tuttavia sono ancora poche le persone che si impegnano per commercializzare le proprie immagini all’interno delle loro campagna di link building. In altre parole, l’enorme potenziale di vignette, fotografie e quant’altro viene sfruttato poco e male, mentre ci sono molti modi per far sì che i link di collegamento sia resi più interessanti proprio grazie a foto oppure a disegni. All’interno delle campagne di costruzione di link, le immagini possono essere utilizzare in primis per collegare un sito a un altro sito: un’immagine è il modo più immediato di attrarre e veicolare il traffico verso il sito che si desidera promuovere. Non solo: sempre secondo i dati a disposizione, i link che contengono foto sono anche quelli che gli utenti condividono più facilmente sui social, da Twitter a Facebook. I collegamenti così si moltiplicano, rendendo molto più semplice la sponsorizzazione del link e dei contenuti che veicola. Anche i commenti risentono in maniera positiva dell’uso di immagini: basti pensare a tutte le volte in cui è proprio l’immagine a far sì che noi commentiamo, giudicandola magari eccessiva, inappropriata o semplicemente buffa. A loro volta, i commenti generano interesse e nuove condivisioni, in una catena difficile da spezzare. Un’altra importante risorsa generata da foto e disegni di vario genere è costituita dal flusso di visitatori che giungono a un sito proprio mediante la ricerca di immagini particolari. Tutti questi vantaggi, come si è visto, vengono amplificati sui social media, dove quello che conta è sempre più l’impatto visivo, dunque emozionale, di un link.

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Bing Webmaster Tools Connected Pages

Un motore di ricerca tradizionalmente è uno strumento che consente di individuare i contenuti desiderati, e accedervi, mediante alcune parole chiave strategiche. Bing è tutto questo, ma da oggi è anche molto di più: grazie ai Webmasters Tools collegati alle pagine, infatti, da oggi sarà possibile accedere ad ancora più contenuti, senza che i proprietari rischino di essere plagiati. Bing, infatti, di recente ha annunciato l’attivazione della nuova funzione Pagine Connected, che consentirà non solo di rivendicare il possesso dei contenuti, ma anche di vedere in che modo gli internauti vi accedono, tramite cioè quale tipo di ricerca e quali parole chiave. Per esempio, grazie a questa nuova funzione si potrà tenere sotto controllo la propria pagina aziendale su Facebook, il proprio profilo LinkedIn e le pagine dell’App Store. Una volta implementato il servizio e collegate le proprie pagine a esso, si potranno ottenere facilmente tutte le informazioni relative ai link – e agli utenti – in entrata, monitorando contemporaneamente i termini, le parole chiave, collegate. Inserire una pagina nell’innovativo sistema Bing è piuttosto semplice, e può farlo chiunque. È infatti sufficiente entrare in Bing Webmaster Tools e selezionare il link Pagine, che a sua volta riporta alla sezione Configura del proprio sito/pagina (di cui va inserito l’Url). Dopo aver cliccato il tasto Verifica bisognerà attendere ancora qualche minuto, soprattutto se si à richiesto di associare la pagina a più di una rete multimediale. Se la verifica dà esito negativo, sulla schermata sarà visibile una scritta rossa proprio accanto all’Url della pagina. Se invece l’operazione viene eseguita correttamente, non apparirà alcuna scritta, ma i primi dati arriveranno nell’arco di un paio di giorni. Per evitare un esito negativo, è necessario assicurarsi che il profilo della pagina collegata possieda un link per l’Url del sito. Il servizio Bing si attiverà nel giro di settantadue ore (probabilmente un po’ prima se si tratta di pagine Twitter o LinkedIn).

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Come massimizzare ROI e vendite nel periodo pre-natalizio

Per aumentare le vendite online del periodo pre-natalizio, è necessario seguire una serie di accorgimenti. In una lista di sette semplici punti, scopriremo quali sono le soluzioni migliori per implementarle.

Punto 1: Rendi la tua pagina unica

Fai in modo che nel titolo e nella testata siano incluse tutte le parole chiave relative al periodo in oggetto e ai prodotti che vuoi vendere. Si consiglia di non usare più di 30 parole chiave, scegliendo tra quelle più specifiche.

Punto 2: Ottimizza il tuo sito per la lettura su smartphone e tablets

Secondo l’Interactive Advertising Bureau: “il 61% dei visitatori che si collega ad un sito internet tramite smartphone, passerà alla concorrenza, se il sito non risulterà ottimizzato per la navigazione mobile”. Per non perdere clienti e dunque fatturato, sarà necessario rendere il proprio sito ideale per la navigazione da cellulare. Creando innanzitutto un unico set di contenuti, abolendo l’uso di più pagine su più domini.

Punto 3: Controlla la tua posizione e tieni d’occhio i concorrenti

Esistono diversi strumenti per analizzare la propria posizione all’interno dei motori di ricerca. L’obiettivo, è quello di valutare l’efficacia della propria ottimizzazione SEO. Cerca le soluzioni per migliorarla. Per esempio visitando i siti dei tuoi concorrenti valutando, per ogni quesito fin qui esposto, quali sono i punti di forza e di debolezza del tuo sito rispetto ai loro.

Punto 4: Correggi gli errori

Le tue parole chiave sono poche e vaghe? C’è qualche link rotto o doppio? Ci sono contenuti che si ripetono? Il tuo sito è facile da usare?

Punto 5: Migliora la velocità del tuo sito internet

Si stima che: “il 25% degli utenti lasci un sito che ci metta più di quattro secondi a caricare”. Pingdom è in grado di dirti quanto il tuo sito impiega, identificando anche quali istruzioni e file lo rallentino.

Punto 6: Testa e continua a testare

Testa periodicamente il tuo sito. Valuta l’esattezza delle parole chiave. Avvia ripetute analisi per conoscere quali siano le pagine più trafficate e le parole chiave più utilizzate.

Punto 7: Mantieni il tuo sito allineato ai social network

Assicurati di mantenere le pagine Twitter e Facebook aggiornate, iniziando una campagna diversi giorni prima rispetto alle date canoniche prefissate per le vendite. Usa gli hashtag: su Twitter aumentano la visibilità del messaggio che vuoi veicolare.

 

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“Il Link Building non è morto”

Il Link Building è una nota tecnica SEO, usata per generare link che apportino traffico al nostro sito, migliorandone la visibilità ed il posizionamento sui motori di ricerca (ranking). È una tecnica strategica, poiché dalla costruzione dei link tramite cui gli utenti raggiungono il nostro sito, dipende la visibilità del sito stesso e quindi il ritorno in termini monetari, grazie alla pubblicità.
Durante una sua conferenza Dave Davies, il CEO di Beanstalk SEO Services (Canada), ha affermato che “il link building non è morto“, come qualcuno tende ad affermare sul web, ma anzi, è un fondamentale equipaggiamento per chi insegue l’obiettivo del tasso di ranking alto e costante. Ha così iniziato la sua dissertazione ponendo l’accento sui referrer data, un’utile fonte di informazione per sapere di più riguardo all’origine del traffico che giunge al proprio sito. Ora, non solo il traffico è uno dei migliori indicatori della qualità e pertinenza di un link, ma grazie ai dati sul traffico stesso, si possono scoprire nuovi link e capire come sono stati ottenuti. Ed ecco l’importanza dei referrer data, che assolvono a tre compiti fondamentali:
- indicare le categorie di siti dai quali provengono i link. Questa informazione è importante in quanto può evidenziare ambiti da cui non si immaginava di ricevere traffico e che, dunque, si pongono come nuove opportunità di sbocco; grazie a ciò inoltre, cogliere i contenuti inediti a cui gli altri linkano;
- informare sulle caratteristiche dei visitatori dei siti da cui si riceve traffico; dai referrer data si può sapere di più circa gli utenti che si collegano e dunque ottenere più idee per i contenuti su cui puntare;
- “estrarre” i followers di tali siti per proporgli direttamente i contenuti (ad esempio con inserzioni a pagamento su Facebook); una volta noto un sito da cui si riceve traffico, si potrà facilmente concludere che chi lo visita sia interessato anche ai propri temi. La possibilità di proporglieli direttamente è il passo vincente per chi insegue l’obiettivo del ranking.
L’uso di questi suggerimenti, dunque, ottenuti studiando i referrer data, aiuta a scoprire nuovi contesti in cui cercare link e provvede gli specialisti SEO di più idee per la creazione di contenuti.

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E-commerce: come fare SEO in vista delle festività e dei picchi di vendite

La maggior parte dei negozi raggiunge il picco delle vendite durante le festività natalizie. Ma i clienti cominciano a ricercare i loro acquisti molto prima dell’inizio delle feste, soprattutto se si tratta di regali importanti. Invece gran parte degli e-commerce pubblica troppo tardi le offerte, tardi sia per gli “acquirenti precoci” sia per i motori di ricerca, che impiegano settimane ad indicizzare le nuove pagine. La soluzione è cominciare presto e pianificare.
Ecco i sei consigli per una campagna seo vincente:
1) Pianificazione nuovi contenuti e studio picchi di vendita
Statistiche sugli ultimi 3 mesi del 2012 evidenziano che gli acquirenti fanno shopping in determinati giorni noti per le offerte: in America ci sono il “Black Friday” o il “Cyber Monday” . Invece in Italia abbiamo, ad esempio, l’apertura dei saldi a dicembre. Per catturare molti dei potenziali consumatori è necessario che gli e-commerce creino delle landing page ottimizzate per i giusti termini. Per esempio: ad Halloween sarà bene fare una landing page ottimizzata per “acquisto costumi Halloween” e simili.
2) Analisi parole chiave più ricercate
A questo fine è consigliato l’utilizzo di Google Trends e Google Adwords, che sono ottimi strumenti per capire l’andamento di una determinata parola nel tempo e i suoi volumi di ricerca. Questo sarà utile per capire come raggiungere una grande fetta di consumatori.
3) Identificare i prodotti da inserire
Dopo aver scelto le parole chiave da utilizzare, dovrete scegliere tutti i prodotti necessari per costruire una buona landing page che attiri i clienti.
4) Pubblicare i contenuti
Se a voi sembra troppo presto per pubblicare i nuovi contenuti, fatelo lo stesso. Infatti in base a un’analisi di Google del 2013, il 30% dei consumatori cominciano lo shopping natalizio prima di Halloween.
5) Ottimizzare categorie e prodotti
Ora è tempo di inserire le keywords all’interno di meta descriptions, title tags e URL. Il SEO post-Panda dà molta più importanza alle pagine con contenuti pertinenti ai tag.
6) Link building tramite Blog, Email e Social
Nell’ultima fase conta la creatività e la comunicazione: date importanza alla pagina Facebook, Twitter e Pinterest, mandate email e scrivete nei blog per farvi conoscere.

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