Yahoo! lancia la Ricerca Protetta

Yahoo sta lanciando in queste ultime ore la ricerca protetta. Annunciata fin dal novembre scorso, la novità impedirà l'invio di referrer ai siti che non sembrano offrire sufficienti garanzie. Attualmente, vengono trasferiti i dati soltanto ai siti ritenuti sicuri. Il referrer non è altro che l'url della pagina dalla quale Continua a leggere

Where's the Search?

"Where's the beef?", ovvero "dov'è la carne?". Così recitavano tre vecchine in una pubblicità della nota catena di fast food americana Wendy's negli anni 80: divenne un vero e proprio tormentone, che oggi, data l'abbondanza di hamburger piuttosto sostanziosi sul mercato, non ha più senso. In compenso, se questa domanda Continua a leggere

Aprire la porta del garage con il Bluetooth? E' possibile

Aprire la saracinesca del garage o un cancello con un telecomando è ormai storia passata, le vecchie frequenze radio sono divenute obsolete. Nel terzo millennio il box auto si apre con lo smartphone via bluetooth. Per fare questo esistono essenzialmente tre modalità: comprare accessori appositi, oppure costruire un device Continua a leggere

Dalla vecchia alla nuova scuola: l'evoluzione del SEO

Il SEO, acronimo di Search Engin Optimization, è l’insieme di attività rivolte ad aumentare il numero di accessi ad un sito tramite i motori di ricerca. Esso ha assunto con il tempo una valenza sempre maggiore, tanto da diventare una scelta strategica fondamentale per realizzare un sito di successo. Infatti Continua a leggere

Amazon

Think First, Link Later: la creatività nel SEO

La creatività è un punto fondamentale quando si scrive in ottica SEO e, abbinata all’orginalità, assicura una buona posizione nella SERP. Ma dare spunti per la realizzazione di un contenuto creativo non è semplice come sembra. Un bravo scrittore è in grado di stilare, ad esempio, un elenco di 10 punti per essere creativi e, in collaborazione con il proprio team, si può arrivare in pochi minuti a creare una lista anche di 60-70 consigli. Sicuramente attirerà molti lettori: chi è a digiuno dell’argomento vorrà vedere come si procede e se è tanto difficile, gli esperti invece leggeranno per verificare l’attendibilità degli scrittori. Quello che però verrà a mancare, sarà l’utilità dell’articolo. Non ha molto senso, infatti, risvegliare la creatività delle persone dicendogli cosa e come devono procedere. I risultati migliori si ottengono seguendo il principio “Think First, Link Later”, vale a dire che bisogna concentrare gli sforzi iniziali sul partorire una buona idea e poi passare alla sua realizzazione. Più utili delle sterili liste dette in precedenza, sono i messaggi promozionali di altre aziende. Da questi, infatti, si possono comprendere molte cose. Ad esempio, Amazon ha lanciato ultimamente una campagna per pubblicizzare il nuovo servizio “Prime Air”. Nel video viene mostrato come, grazie all’uso di droni, è possibile l’arrivo del prodotto scelto dopo appena mezz’ora. Il filmato è breve e semplice e dà, a chiunque voglia dedicarsi al mondo della creatività, molti spunti ed alcune lezioni:
- Amazon dimostra di avere senso dell’umorismo (una qualità che, nella pubblicità, è sempre vincente);
- Un video così di impatto che non è necessario impegnarsi nella sua diffusione perché verrà automaticamente condiviso dal pubblico sui Social Network;
- Anche se la storia non è reale, comunque viene messo in risalto quello che è il servizio offerto dall’azienda;
- Il filmato è realizzato con un budget non molto alto e questo invoglia a cimentarsi in imprese simili visto che si possono ottenere ottimi risultati anche spendendo poco.
Dunque, analizzare nei dettagli una campagna pubblicitaria ben riuscita, permette di realizzarne una propria con le stesse caratteristiche. L’importante è che si abbia una buona idea.

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Campagne online hanno riscontro sulle vendite online e offline

Per vendere online sono numerose le tecniche che vengono utilizzate per tariffare le prestazioni della azienda offerte il servizio pubblicitario: il costo per click, il costo per azione, il costo per inserzione, il costo per visualizzazione, etc.
E’ indubbio che gli acquisti offline sono strettamente collegati anche agli acquisti online.
Una buona campagna su Google Adwords può portare ottimi ritorni sulle vendite del prodotto non solo online, ma anche offline.
Si è visto come dalle vendite ad una cifra una azienda possa passare facilmente a vendite a due cifre qualora realizzi una buona campagna pubblicitaria su Internet.
Il web dunque influisce sulla vendita al dettaglio e non secondariamente. Attraverso uno studio si è visto come le vendite, attraverso le campagne pubblicitarie online, abbiano interessato 1,4 miliardi di persone in più, mostrando statisticamente come dunque un investimento online ripaghi anche il mercato offline.
Infatti circa l’89% degli acquirenti prima di acquistare un prodotto è solito effettuare ricerche online riguardo a quest’ultimo.
Dunque è sempre più forte da parte degli utenti la richiesta di maggiori informazioni sui prodotti, prima di procedere al loro acquisto. Per questo motivo molti rivenditori stanno realizzando pagine informative sulle quali far atterrare gli utenti direttamente dalla pubblicità, portandoli poi, lentamente e progressivamente, all’acquisto. Non sono poche le ‘pagine di atterraggio’ che portano una tabella esplicativa attraverso un’infografica dettagliata e un elenco di informazioni specifiche.
Si è visto come, nella maggior parte dei casi, sia Amazon il sito web al quale spesso approdano gli utenti alla ricerca di nuove informazioni. La percentuale si aggira attorno all’85% (http://smallbusiness.yahoo.com/advisor/online-content-boost-offline-sales-infographic-040244667.html).
E’ rilevante come di solito l’utente abbandoni la vendita a causa di mancate informazioni esaustive sul prodotto. Circa 1 utente su 3 è solito non portare a termine il suo acquisto se la sua sete di conoscenza non è stata sufficientemente esaudita.
E’ facilmente dimostrabile dunque come oggi anche le informazioni siano una fonte di reddito e una parte rilevante dell’economia mondiale. L’utente moderno, più consapevole e attento, si mostra, allo stesso tempo, pronto a concedere il propri soldi a quella azienda che è riuscita a soddisfare le sue esigenze non solo in termine di disponibilità del prodotto ricercato, ma anche di informazioni riguardo quest’ultimo.

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Come riprendersi dalle penalità, da Google Penguin e Google Panda

E’ indiscutibile che Google abbia sconvolto l’ambito della ricerca web negli ultimi anni, introducendo Panda e Penguin che, con le loro relative penalizzazioni, stanno rendendo alquanto difficile la vita dei web publisher. A tal proposito al SES di San Francisco si è dato uno sguardo approfondito sugli aggiornamenti degli algoritmi del sistema di ricerca e sulle penalizzazioni cui i vari siti possono andare incontro, ma soprattutto a esser messi sotto la lente d’ingrandimento sono i metodi con i quali gli stessi siti possono scampare a tali penalità o recuperar punti.

A salire sul palco è stato Eric Enge, ovvero il presidente della Stone Temple Consulting, che ha iniziato il suo intervento parlando delle principali cause che possono consentire all’algoritmo di Panda di penalizzare un sito.

La prima cosa da fare quando si sceglie un contenuto da inserire nel web, dice Enge, è quella di informarsi riguardo il numero di pagine esistenti che già trattano lo stesso tema. Nel caso l’argomento sia già stato trattato in maniera più che soddisfacente, come ad esempio la ricetta per la torta di mele, sarebbe bene scriverne a riguardo soltanto se si è consci del fatto di poter aggiungere delle informazioni nuove a riguardo. Panda infatti nasce proprio per evitare una presenza eccessiva e inutile degli stessi contenuti sul web.

Panda inoltre premia i siti che offrono agli utenti degli approfondimenti a riguardo dei contenuti proposti, anche se da questa regola vengono esclusi i grandi marchi di e-commerce, come ad esempio Amazon, ai quali non è richiesta tale profondità.

Altra motivo per subire penalizzazioni è il reindirizzamento degli utenti dalla pagina scelta a un’altra, che spesso risulta colma di pubblicità. Questo è un trucco che in molti adoperano, che è reputato, in fatto di penalizzazioni, alla pari del testo o delle parole chiave nascoste.

Infine, nel caso si sia stati colpiti da Penguin, e dunque penalizzati, si dovrà operare sui propri link, eliminando quelli dannosi o ingannevoli, concentrandosi sui contenuti unici e di qualità e attendendo con calma che il tempo faccia il suo effetto. Penguin e Panda potranno ben presto dimenticarsi di voi e anzi premiarvi.

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