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6 maggiori cambiamenti annunciati da Google per il SEO del 2014

Nelle ultime settimane, Google ha fatto passi da gigante nella gestione della SEO (Search Engine Optimizazion, ovvero l’ottimizzazione delle pagine per acquisire prominenza nei risultati dati da Google agli utenti). L’obbiettivo principale di Google è stato, molto semplicemente, cercare di impedire lo sfruttamento degli algoritmi del motore di ricerca con espedienti tecnici, favorendo invece un’impostazione pensata e strategica per chi fosse interessato ad acquisire visibilità e rilevanza.

Andiamo ad analzzare le novità nel dettaglio:

1. Niente più keyword.
Per cominciare, dal settembre 2013 Google ha cominciato ad impedire ai siti di scoprire con quali parole di ricerca vengono trovati. Questa mossa impedisce l’utilizzo di un espediente molto efficace nel cercare di capire l’intento del consumatore (user Intent): l’ottimizzazione “tradizionale” implica l’utilizzo di parole chiave popolari che, a prescindere dai contenuti, andavano spesso ad incrementare la visibilità di un sito.

2. Niente più pagerank.
Da febbraio, google non mostra più il PageRank, ovvero i vecchi metodi per stabilire la “qualità” di una pagina. L’ingegnere Matt Cutts ha spiegato che Pagerank “verrà adesso aggiornato soltanto poche volte all’anno”. Chi utilizzava questo metodo per valutare la qualità di una pagina, dovrà aggiornare i propri metodi di giudizio. Google sta infatti sviluppando metodi di ranking più specializzati e focalizzati sulla qualità e sui contenuti.

3. L’algoritmo Hummingbird.
Google sta cercando di incrementare la propria capacità di capire le ricerche “colloquiali”, ovvero che non si limitano a parole chiave, ma che fanno domande. Ad esempio, se la ricerca include “mostrami foto di Tom Cruise“, e la ricerca seguente chiede “con chi è stato sposato?”, il risultato potrebbe elencare le sue ex mogli.

4. Google+
Sebbene google + non sia in realtà una vera e propria novità, le sue funzionalità sono state incrementate, ed hanno un impatto fortissimo sui risultati personalizzati. Oltre ad essere una piattaforma dove si condividono contenuti, Google+ sembra giocare attualmente un ruolo molto importante nello stabilire “identità” di chi cerca, e “rilevanza semantica”.

5. Authorship
Anche qui, non si tratta di una novità. Google ha iniziato a raccogliere dati, associando i nuovi contenuti con le persone che li scrivevano. Nel tempo, questo ha iniziato a fare sì che gli autori che generano più reazioni o risposte iniziassero ad essere associati ad un certo “ranking”.

6. Articoli approfonditi.
Google ha scoperto che circa il 10% delle ricerche degli utenti includono il bisogno di apprendere informazioni approfondite a proposito di alcuni argomenti. Si tratta di un numero abbastanza elevato, e per questo è stata lanciata questa feature, che in futuro crescerà ed avrà molto a che vedere col ranking delle pagine.

Insomma: fin’ora i webmaster si sono fidati ciecamente di strumenti quali PageRank o le parole chiave, ma l’utilizzo di tutto ciò è destinato a diminuire drasticamente. L’ottimizzazione dei siti internet sarà sempre più concretamente basata sul contenuti: questa almeno sembra essere la tendenza attuale.

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Come fare Link Building correttamente nel 2014

2014-how-to-link-building

Il link building è un’attività che consiste nel piazzamento di link di un sito, che si desidera venga visitato, in diverse locazioni nello sterminato mondo di internet.
Bisogna pianificare ove inserire i link e soprattutto la loro quantità, perché esagerare potrebbe essere controproducente. E soprattutto bisogna incentivare l’attività di terzi nel linkare i siti di interesse.
Con l’aggiornamento di Penguin, si è diffusa la paura, a volte infondata ed esagerata, che l’attività di link building potesse fermarsi.
Ma in realtà, ancora oggi nel 2014, un criterio ottimale per aumentare la visibilità nei risultati di ricerca è sempre il link building.
La cosa che i webmaster dovrebbero ben comprendere è la differenza tra quelle azioni che rientrano nel link building e quelle attività trasversali, che sotto la falsa apparenza del link building, finiscono per incentivare il flusso di visite nei siti web di interesse.
Tra queste ultime attività, non proprio trasparenti, sono catalogate:

- l’impiego di software per la generazione automatica di link ai siti;
- compravendita di link per aumentare le visite della pagina;
- acquisto di spazi o articoli, finalizzati alla diffusione di un link;
- attività ripetuta di spam.

Sorge spontanea, allora, la domanda: Ma quali sarebbero le strade, ritenute percorribili, per generare link in questo nuovo anno ?

- Instaurare una fitta rete di rapporti con i blogger ed i gestori di pagine che trattano servizi inerenti all’attività che il sito promuove: le scelte dei consumatori, sono fortemente, guidate dai suggerimenti dei blogger e dei social-network che si stanno progressivamente sostituendo alla carta stampata.

- Evitare gli scambi di link con siti che non sono inerenti all’attività svolta: spesso il numero elevato di proposte di scambio, di attività di pubblicazione, di link potrebbe apparire allettante. Ma bisogna prestare attenzione ai siti che avanzano queste proposte ed alle ritorsioni che queste condivisioni potrebbero generare.

- Creare dei blog informativi per la clientela con link al sito, al fine di far comprendere, ai motori di ricerca, la struttura del sito ed i temi affrontati.

In definitiva, è’ bene evitare le scorciatoie e le vie facilitate. Il link building è una delle principali attività di gestione di un sito. Richiede tempo ed impegno, ma i frutti prodotti onestamente sono sempre i migliori ed i più remunerativi.

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