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SEO: Google e il Knowledge Graph

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Le recenti novità introdotte da Google con il ‘Knowledge Graph‘, hanno comportato una vera e propria rivoluzione che ha messo in discussione la SEO come l’abbiamo conosciuta fin’ora.
La SEO è morta? No, semplicemente le tecniche usate fino a qualche mese fa sono diventate obsolete.

Infatti, la sostanza delle ‘Best Practices SEO‘ indicate da Google non hanno mai perso la loro validità, e rimangono un faro indiscutibile per i Webmasters.
Di base, la SEO non è cambiata e il suo nocciolo rimane il medesimo:
ad esempio occorre sempre un’adeguata amministrazione del server, della scrittura delle istruzioni del robots.txt, dei codici di risposta e così via; rimangono solide le esigenze di un’adeguata progettazione del sito, del mantenimento di ottimi livelli di velocità e facilità di navigazione delle pagine; i contenuti devono essere di qualità e ben argomentati; non si deve assolutamente rinunciare all’ottimizzazione per la visualizzazione nei dispositivi mobili; rimane ferma l’esigenza di utilizzare le giuste descrizioni, parole chiave e una ponderata attività di linking.
Insomma, tutto il lavoro per l’indicizzazione corretta nei motori di ricerca e l’acquisizione di una buona PageRank non viene messa da parte.

Ciò che cambia per la SEO è che non è più il solo strumento da mettere in campo per avere un sito ben piazzato in rete.
Inoltre, con l’introduzione dell’algoritmo Hummingbrid, in linea con il ‘Knowledge Graph‘, la SEO diventa più forte, pur perdendo la sua unicità.
Il nuovo algoritmo sarà più selettivo e premiante per quei siti virtuosi e con contenuti di qualità.
Google metterà alla prova le tattiche SEO utilizzate fin’ora e aumenterà in maniera importante le penalizzazioni per quei siti spazzatura e spam che usano impropriamente i suoi strumenti.
Inoltre, con Hummingbird, si focalizzerà sul significato delle ricerche degli utenti. Non più la semplice associazione di parole chiave, ma una comprensione del concetto che esprimono.

Altre due parole sui BackLinks. La volontà di Google è quella di spronare i Webmasters a non fare una ricerca disperata e senza criterio di link in altri siti per aumentare il PageRank, ma di fare in modo che i links del proprio sito si diffondano in maniera naturale, senza forzature; ci deve essere una forte similitudine dei contenuti.
Ecco le parole di Matt Cutts, capo del reparto anti-spam: “L’obiettivo non dev’essere quello di far apparire naturali i tuoi link; l’obiettivo è che i tuoi link siano naturali!”. Insomma, c’è poco da aggiungere, il messaggio è molto chiaro.

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