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SEO, ecco come è cambiato

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Con la nascita di internet, è nato anche un nuovo modo di fare pubblicità. Numerose aziende hanno sfruttato questo strumento per rendere visibili a livello mondiale i propri prodotti e i propri contenuti. Con il passare degli anni si è affermata una pratica che permette ai siti web di essere più interessanti per il motore di ricerca e quindi comparire più in alto nella SERP (pagina dei risultati della ricerca). Questa tecnica va sotto il nome di SEO (Serch Engine Optimization) e si basa, essenzialmente, sull’uso di parole chiave, link building e, soprattutto contenuti originali. I nuovi sistemi adottati da Google, però, apparentemente entrano in conflitto con l’utilizzo di questa pratica, in particolar modo se fatta scorrettamente. Si tratta del nuovo algoritmo Hummingbird, che si concentra sull’intera query facendo risultare quasi inutile l’uso di keyword; Panda, che premia esclusivamente i contenuti originali; ed infine Penguin che analizza il corretto uso dei backlink. Inoltre, l’enorme diffusione dei Social Network sembra aver decretato la fine della SEO in favore della SMO (Social Media Optimization). In realtà è impreciso parlare della morte di una e della nascita dell’altra, in quanto ci troviamo davanti più propriamente ad un passaggio evolutivo. Si tratta, più che altro, di un miglioramento delle tecniche SEO che venivano già adottate per adattarle alla nuova svolta presa nel mondo virtuale. Ma vediamo questi aspetto nel dettaglio:
- Contenuti: da sempre si è fatta molta attenzione alla loro qualità, quello che c’è da aggiungere è la possibilità di condividerli di modo che possano diventare virali sui Social Network.
- Link Building: più che una vera e propria costruzione di link che colleghino vari siti al nostro e viceversa, attualmente spopolano le cosiddette “citazioni“.
- PR: nei primi anni della SEO, questa sigla trovava applicazione esclusivamente nei comunicati stampa. Oggi ci si è accorti dell’importanza che rivestono, anche nel campo del marketing virtuale, le “public relations”, vale a dire la possibilità di far interagire il pubblico con il proprio sito.
Per concludere, la SEO di per sè non è una tecnica deceduta, da considerarsi morto è solo il modo in cui è stata utilizzata fino ad adesso.

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