Responsive Web Design: una case history

Immaginate di essere alla ricerca di una vacanza. Si avvicina la fine dell’anno, ci si trascina un carico di stanchezza e stress che merita d’essere lavato via da un viaggio alla ricerca di emozioni. Avete poco tempo a disposizione, per cui appena vi si libera un istante (in qualunque luogo vi troviate), lo investite nella ricerca di una meta. Il budget è fondamentale, vi orientate direttamente verso questo indirizzo: http://www.alpharooms.com.
Jamie Shuker, Managing Director di Alpharooms, mette a disposizione della vostra caccia alla vacanza perfetta uno strumento duttile e completo. Non solo offre filtri e griglie per confezionare query di estrema completezza, ma adotta con grande attenzione tutti i dettami del Responsive Web Design. Se per RWB intendiamo lo studio di un layout fluido e adattabile alla piattaforma di utilizzo, Alpharooms.com centra in pieno l’obiettivo. Tornando alla nostra ipotetica indagine su quale sia il viaggio migliore al costo più abbordabile, se ci trovassimo in treno, o su un bus, di ritorno dal lavoro e avessimo a disposizione uno smartphone, riusciremmo a visualizzare e utilizzare al meglio il sito, grazie alla grande duttilità del design. Non disponendo (per ora) di una app dedicata, la visualizzazione è ottima anche su dispositivi dal display piccolo (considerate un resolution breakpoint di 480 pixel utilizzando lo schermo in posizione orizzontale). Se in pausa pranzo avete la possibilità di utilizzare il vostro tablet, le maggiori dimensioni del device consentiranno un reflowing e una ridistribuzione del contenuto massiva, in grado sia di ospitare maggiori informazioni, sia di rendere quelle presenti maggiormente leggibili.
Un laptop con schermo di medie dimensioni consentirà di visualizzare la pagina nella sua struttura nativa, quindi con barra di scorrimento laterale e ridistribuzione del contenuto su uno spazio decisamente più ampio. Un Web Designer non può e non deve realizzare un ambiente accogliente quale il sito di un’agenzia viaggi con un concetto di rete sorpassato: la proliferazione di device tecnologicamente avanzati a prezzi competitivi ha esteso il bacino di utenza di prodotti tecnologici e informatici. Un’idea di Web che funzioni deve necessariamente fare i conti con tutto questo: la rete è di tutti, e deve essere per tutti accessibile, qualunque sia lo strumento che intendono usare per entrarvi.

Postato il da Chiara Como in In Evidenza 2 commenti

2 Risposte Responsive Web Design: una case history

  1. Pingback: Alpharooms si rinnova per la fruizione multischermo | Content Marketplace

  2. Pingback: Google Hummingbird, il nuovo algoritmo di ricerca | Content Marketplace

Aggiungi un commento