Fare SEO su Naver: 5 Best Practices

Quasi coetaneo di Google, Naver, il motore di ricerca fatto dai coreani per i coreani, è nato nel 1999 e domina da allora il mercato nazionale con oltre il 70% di share. Il successo iniziale è stato dato essenzialmente dal fatto che si trattava di un portale in lingua Continua a leggere

Vecchi siti vs. nuovi siti: chi vincerà nel SEO?

L'attività del SEO (Search Engine Optimization) è tesa ad ottenere la migliore rilevazione del sito web mediante i motori di ricerca, grazie ad un migliore posizionamento nell'indice di ricerca. Visti i notevoli vantaggi che possono derivare da un'attività di SEO ben svolta, ultimamente quest'attività è divenuta molto interessante e sviluppata Continua a leggere

Majestic SEO: ecco gli add-ons del Search Explorer Alpha

Majestic SEO è uno strumento molto utile che permette di analizzare i backlink. Recentemente è stato rilasciato un aggiornamento per quanto riguarda il suo sistema di ricerca Explorer Alpha (adesso alla versione 0.3). Tra i miglioramenti introdotti, si può riscontrare anche l'aggiunta di un importante funzione che permette di Continua a leggere

Sei modi per migliorare la propria visibilità su web

Non sempre è necessario spendere per far guadagnare visibilità a una pagina web. Basta avere alcune piccole accortezze che rendono il sito e i link ad esso collegati più fluidi, pertinenti e dinamici. In particolare esistono sei modi per valorizzare ciò che già si possiede. 1. Controllare i link di reindirizzamento: Continua a leggere

E-commerce: come fare SEO in vista delle festività e dei picchi di vendite

La maggior parte dei negozi raggiunge il picco delle vendite durante le festività natalizie. Ma i clienti cominciano a ricercare i loro acquisti molto prima dell’inizio delle feste, soprattutto se si tratta di regali importanti. Invece gran parte degli e-commerce pubblica troppo tardi le offerte, tardi sia per gli “acquirenti precoci” sia per i motori di ricerca, che impiegano settimane ad indicizzare le nuove pagine. La soluzione è cominciare presto e pianificare.
Ecco i sei consigli per una campagna seo vincente:
1) Pianificazione nuovi contenuti e studio picchi di vendita
Statistiche sugli ultimi 3 mesi del 2012 evidenziano che gli acquirenti fanno shopping in determinati giorni noti per le offerte: in America ci sono il “Black Friday” o il “Cyber Monday” . Invece in Italia abbiamo, ad esempio, l’apertura dei saldi a dicembre. Per catturare molti dei potenziali consumatori è necessario che gli e-commerce creino delle landing page ottimizzate per i giusti termini. Per esempio: ad Halloween sarà bene fare una landing page ottimizzata per “acquisto costumi Halloween” e simili.
2) Analisi parole chiave più ricercate
A questo fine è consigliato l’utilizzo di Google Trends e Google Adwords, che sono ottimi strumenti per capire l’andamento di una determinata parola nel tempo e i suoi volumi di ricerca. Questo sarà utile per capire come raggiungere una grande fetta di consumatori.
3) Identificare i prodotti da inserire
Dopo aver scelto le parole chiave da utilizzare, dovrete scegliere tutti i prodotti necessari per costruire una buona landing page che attiri i clienti.
4) Pubblicare i contenuti
Se a voi sembra troppo presto per pubblicare i nuovi contenuti, fatelo lo stesso. Infatti in base a un’analisi di Google del 2013, il 30% dei consumatori cominciano lo shopping natalizio prima di Halloween.
5) Ottimizzare categorie e prodotti
Ora è tempo di inserire le keywords all’interno di meta descriptions, title tags e URL. Il SEO post-Panda dà molta più importanza alle pagine con contenuti pertinenti ai tag.
6) Link building tramite Blog, Email e Social
Nell’ultima fase conta la creatività e la comunicazione: date importanza alla pagina Facebook, Twitter e Pinterest, mandate email e scrivete nei blog per farvi conoscere.

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Google Penality: come prepararsi ai tempi duri

Da quando Google ha dato il via alla politica di zero tolleranza verso i contenuti online inutili e ripetitivi, non si è mai abbastanza tranquilli.
Può capitare da un momento all’altro che il nostro sito, fino a quel momento pienamente operativo e ai vertici della SERP, registri improvvisamente un crollo di popolarità.
A questo punto possiamo essere fortunati ed essere vittima di un errore o di una modifica manuale che ha dato luogo a queste nefaste conseguenze, ma c’è un’alta probabilità di essere incappati in una Google Penalty e di doverne ora fronteggiare le conseguenze.
Non è un’ipotesi così lontana: il popolare motore di ricerca ha ormai predisposto interventi punitivi per chi viola in qualsiasi misura le sue policy, tanto che prima o poi, a tutti capita di dover intervenire per porre rimedio.
A volte può trattarsi della rimozione di parole chiave e quindi di una penalizzazione in termini di posizionamento o dell’eliminazione di alcuni contenuti del nostro sito ritenuti a torto o a ragione non in grado di apportare valore e rispondere alle esigenze di chi naviga in internet.
Ma cosa accadrebbe se, all’improvviso, fossimo colpiti dall’oscuramento della home page? E’ una delle conseguenze più rilevanti cui possiamo andare in contro: la nostra pagina principale, quella che ci rappresenta, non sarebbe più rintracciabile mediante una ricerca per nome del sito, con la conseguente perdita esponenziale di contatti e di posizioni nella SERP.
Per chi ha investito molto nel suo business e ne ha sviluppato online una buona parte, magari puntando tutto su un canale di e-commerce, le conseguenze potrebbero essere devastanti.
Cosa fare in questi casi?
In primo luogo assicuratevi sempre di avere un fondo emergenze sufficientemente capiente a fronteggiare l’inevitabile perdita che ne seguirà. Molto probabilmente dovrete sopravvivere in questo modo, prima di recuperare la vostra precedente condizione, per almeno sei mesi.
In secondo luogo, l’unica cosa che potete fare a danno subito è investire seriamente in SEO e rivolgervi ad uno specialista che, ora, vi costerà e non poco, a seconda degli interventi che risulteranno necessari.
Meglio sarebbe stato investire fin dall’inizio, evitando le soluzioni low cost e il fai da te.

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HomeAdvisor decide di rinnovare con successo il suo marchio grazie a Google AdWords

HomeAdvisor, dal 2012 sito di riferimento per chiunque cerchi soluzioni complete professionali e non per la propria casa.

Dalla ristrutturazione ai piccoli lavori domestici, arrivando al garage o al giardino: progetti, riparazione, manutenzione e tutto ciò che concerne la casa, è il sito di fiducia cui si rivolgono oltre 5 milioni di persone al mese.

L’accordo preso con Google AdWords fa di HomeAdvisor il primo sito visitato da oltre 5 milioni di utenti al mese proprio grazie all’utilizzo del canale AdWords di Google. Il metodo utilizzato ha aumentato del 24% il numero di clic, ed un aumento del 15% nel tasso di click.

L’obiettivo della collaborazione, è proprio quello di aumentare il traffico di utenze e migliorare le ricerche tramite il canale Youtube, oltre l’utilizzo di canali di ricerca a pagamento.

HomeAdvisor ha ben pensato di utilizzare Google AdWords come proprio canale di marketing, grazie alla fiducia, ed alla già conosciuta a livello planetario capacità di Google di tenere alte le utenze in un sito già di successo, ma che ha ritenuto opportuno un rinnovamento della propria immagine ed un aumento del proprio traffico di utenze. Un calo di esse, avrebbe significato una grave mancanza ed un grave crollo per l’ex ServiceMagic (il nome che ha reso famosa HomeAdvisor per 13 lunghi anni prima di ora).

Grazie al metodo SEM (Search Engine Marketing) utilizzato da sempre da Google, anche per commissioni precedenti che hanno avuto conseguentemente grande successo. Un metodo già sperimentato e grazie al quale Google migliora sempre di più commissioni di grande spessore.

Un altro obiettivo, oltre che una solida collaborazione con Google AdWords, è anche una crescita più forte, proprio grazie ai metodi di rilancio utilizzati da Google, che verifica e monitora il rendimento anche tramite altri mezzi pubblicitari: canale Youtube, spot, etc.

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Google Webmaster Tools: nuovi dati sui backlinks

Ancora novità da Google per SEO e webmasters e ancora una volta è la voce di Matt Cutts, Ingegnere della Casa di Mountain View ad annunciarle a margine del suo intervento al SES Conference & Expo, in svolgimento a San Francisco.

Questa volta i cambiamenti riguardano la gestione dei backlink ed in particolare l’indicizzazione e la visualizzazione degli stessi.
Da tempo è possibile utilizzare un gestore di link per vedere tutti i collegamenti associati ad un determinato indirizzo web e da qualche mese è disponibile, nella suite per webmaster, un nuovo tool integrato che consente l’analisi dei backlink, permettendo di visionare e scaricate migliaia di link interni o esterni al proprio sito web.

Il problema che fino ad oggi ha afflitto i SEO di tutto il mondo, consisteva nelle modalità di indicizzazione scelte: pur fornendo circa 100.000 link, infatti, questi erano organizzati in ordine alfabetico, impedendo così ai webmaster di avere un quadro completo dei backlink e creando non pochi problemi, specie a coloro che sono impegnati quotidianamente in operazioni di “pulitura” del proprio sito web al fine di evitare di incorrere nelle penalty di Google.

Partendo dai feedback rilasciati nel tempo dalla community dei fruitori del servizio, Google ha quindi riorganizzato il sistema di rilevazione e campionamento dei links al fine di fornire un’immagine più completa e coerente del profilo di backlink.
Visivamente non ci saranno differenze significative, perché i dati mostrati e prelevabili saranno comunque resi in ordine alfabetico, ma procedendo all’analisi, dovrebbe emergere una composizione tale da rendere meglio lo spettro dei riferimenti ed elevare, ad esempio, la probabilità di ricevere link da siti di primo livello (TLD).
Un’ottima notizia per chi lavora ogni giorno con questi dati, specie considerando che, come ammette tra le righe lo stesso Cutts, la possibilità di vedere e scaricare 100.000 links è in realtà molto limitante, rappresentando questi solo il 10 - 15% del totale dei siti che puntano al nostro sito web.

Il nuovo sistema è operativo da un paio di giorni ed è quindi già possibile scaricare ed analizzare una selezione migliore, trasversale, dei propri backlinks, all’interno della Centrale Webmaster di Google.

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Come attrarre nuovi clienti avendo a disposizione un piccolo budget

Attrarre nuovi clienti pur disponendo di un budget limitato non solo è possibile, ma è anche la condizione da cui sono partite anche grandi realtà imprenditoriali. È importate però sapere che più basso è il budget a disposizione, più attenzione e cure si dovranno dedicare alle nuove realtà imprenditoriali che desiderano a loro volta aumentare la visibilità grazie a una campagna di marketing ad hoc. Le aspettative devono essere messe in chiaro sin da subito, così come deve essere messo nero su bianco il bilancio e l’ammontare della cifra a disposizione.

Successivamente si passerà alla pianificazione delle ore da dedicare a ciascuna giovane azienda: anche se a volte – specialmente all’inizio – può essere necessario lavorare più tempo per fidelizzare il cliente, di norma le ore di lavoro devono essere proporzionate alla cifra pagata. Per questo motivo, è opportuno stabilire una tariffa oraria cui va aggiunta una somma forfettaria da utilizzare per le spese extra di gestione e di materiale da utilizzare per le campagne.
Così facendo, si ridurrà di molto il rischio di incomprensioni e fraintendimenti tra agenzia e cliente; quest’ultimo non dovrà mai dimenticare che voi siete a disposizione anche di altre aziende che hanno pagato per usufruire del vostro tempo e della vostra professionalità.
Occorre gestire correttamente il tempo pagato da ognuno, implementando la presenza dell’azienda sul web grazie soprattutto alle tecniche SEO.
Il termine – ormai sempre più abusato – “SEO” indica una parte integrante di una strategia generale di marketing che richiede un lavoro accurato su molteplici aspetti diversi.
Questi sono la grafica del sito, i suoi contenuti (e le relative parole-chiave), la presenza sui motori di ricerca , la ricerca analitica, l’integrazione sociale dei media e l’attività di reporting.
Ogni ambito richiede uguale tempo e dedizione da parte di chi lavora.
A tal proposito, la parola chiave è organizzazione: tutte le operazioni vanno pianificate e definite preventivamente, tagliando i tempi morti e accantonando le attività non essenziali.
Per avere sempre sotto controllo la situazione, un suggerimento è quello di creare una struttura più snella di Google Analytics Dashboard che visualizzi subito le informazioni essenziali.
È importante, infine, che il cliente sappia da subito che i risultati di queste strategie non si vedono subito, ma sono a lungo termine.

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Link building: come ottenere un link dalla BBC

Sono giorni di gran fermento negli ambienti SEO: dopo la dichiarazione di guerra ai contenuti inutili e non pertinenti lanciata da Google con l’ultima modifica al logaritmo di ricerca, vengono rese note le linee guida della BBC in materia di link a siti esterni inseriti nei comunicati stampa e, in generale, nei contenuti online che fanno capo alla società.
Il potente media britannico risponde così alle esigenze di quanti si chiedono quale strategia adottare per ottenere visibilità attraverso i links inseriti e rilanciati nei comunicati stampa e sfruttare il favorevole effetto a catena che in genere ne segue.
All’iniziale notorietà data dall’inserimento nella notizia, infatti, ne segue in genere altra perché la stessa pubblicità incoraggia articolisti, blogger e giornalisti a scrivere del medesimo argomento e a rimandare ai medesimi links.

Alla base della scelta di trasparenza della BBC, che ricordiamo è una rete finanziata dal canone e quindi dai cittadini britannici, vi sono i principi della pertinenza, della giustificabilità e dell’utilità: ogni volta che si procede alla creazione di un contenuto, gli editori dovranno valutare attentamente quali sono i siti web esterni ai quali è possibile fare riferimento e verificare che l’eventuale link di rimando sia giustificabile dal punto di vista editoriale e che corrisponda effettivamente ad un valore aggiunto per il lettore. Questo a maggior ragione nel caso dei comunicati stampa, che devono attirare l’attenzione e fornire tutte le informazioni utili alla stesura di un articolo, senza costringere il giornalista a successive ricerche.

Entrando nel dettaglio, tra le motivazioni accettabili si ricomprendono: il fornire ulteriori informazioni sull’argomento principale o svilupparne ulteriormente gli elementi chiave; fornire a chi legge informazioni pratiche che si rivelino utili; indirizzare verso ulteriori commenti o pareri rilevanti.
In due ipotesi il link al sito esterno non è ammesso: quando si tratta di contenuti pubblicati sui siti del servizio pubblico e, anche in caso di siti web commerciali(denaro, servizi o altre prestazioni).

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Come fare Link Building a seconda delle stagioni

Uno dei sistemi più diffusi per operare il link building, è quello di organizzare un piano d’azione a seconda delle stagioni, valutando l’arrivo di festività, eventi e tradizioni. Ecco dunque sei semplici passi da seguire per ottenere risultati con questa tecnica.

1° passo:
La prima cosa da fare è analizzare l’area di provenienza della propria clientela. Qualora questa sia sparsa in giro per il mondo si dovrà eseguire una segmentazione. Con segmentazione s’intende la suddivisione delle aree in cui si trovano i nostri clienti, accomunandole per affinità culturali, sociali e climatiche.

2° passo:
E’ necessario tenersi aggiornati sugli eventi in corso o in programmazione all’interno della propria comunità. In questo i social network, ormai dilaganti nelle nostre vite, hanno un ruolo fondamentale, consentendo d’essere sempre ben connessi con il mondo circostante. Una volta individuato un evento interessante, occorrerà però programmare la propria strategia, diffondendo i link con necessario anticipo, così da consentire agli altri utenti di condividerli, ottenendone così gli eventuali frutti in futuro.

3° passo:
Come detto questa dev’essere un’operazione ben programmata, e per far ciò sarà necessario stilare un calendario degli eventi certi che ogni anno si ripetono, come ad esempio quelli religiosi, aggiornandolo col passare delle settimane grazie alle news ricavate dalle proprie ricerche.

4° passo:
Uno dei contenuti maggiormente sfruttati oggi è di certo il video, da poter diffondere tramite il proprio sito, sui social network e ovviamente tramite YouTube. Se realizzato in maniera accattivante e ben pubblicizzato, questo metodo potrebbe offrire una percentuale interessante di guadagni.

5° passo:
Se il nostro prodotto è uno dei più richiesti in una certa stagione dell’anno, allora lo si dovrà pubblicizzare già nella propria home page, senza costringere l’utente a sfogliare varie pagine, il che potrebbe impedirne la visualizzazione o far perdere interesse all’eventuale compratore.

6° passo:
Un ottimo modo per diffondere i propri link è contattare direttamente gli organizzatori di un evento, proponendo loro una collaborazione, ottenendo maggior visibilità grazie alla loro home page.

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Fare SEO con Google Trends

Google Trends rappresenta oggi uno dei migliori strumenti per l’ottimizzazione SEO, fondamentale per la corretta diffusione di contenuti nel web. Ecco dunque una semplice guida su come adoperarlo al meglio.

Prima di dare inizio alla ricerca è possibile impostare quattro parametri, rispettivamente “Web Search”, “Worldwide”, “2004-Present” e “All Categories”. Nel primo caso l’utente potrà indagare, nella maniera più classica, attraverso migliaia di pagine del web, scegliendo tra immagini, contenuti tratti da YouTube, news giornalistiche e prodotti materiali. Nel secondo sarà possibile restringere considerevolmente il campo ad alcuni Paesi, mentre il terzo consentirà di scegliere un determinato periodo, anche se non è possibile andare indietro nel tempo oltre il 2004. L’ultimo caso infine permette di dare uno sguardo a tutte le categorie disponibili. Per facilitare la ricerca si potranno inserire fino a un massimo di cinque termini per volta, inserendo il simbolo + tra l’uno e l’altro.

Google Trends inoltre mette in mostra le ricerche più seguite nell’ultimo periodo, suddividendole per categoria. Per ottenere dei risultati più certi è consigliabile però utilizzare questo strumento in combinazione con Keyword Planner, dal momento che il primo offre soltanto uno schema del livello relativo d’interesse per determinati argomenti. In questo modo dunque si potranno ottenere delle statistiche maggiormente esaustive. Il servizio offre una suddivisione geografica, che riesce a evidenziare con facilità i picchi d’interesse in un Paese e, impostando i parametri per una ricerca ancora più specifica, quelli all’interno di una singola regione.

Uno dei metodi più adoperati oggi per sfruttare Google Trends è quello del news jacking, che si attua in questo modo:

- si sceglie una notizia in voga
- si pubblica un post a riguardo sul proprio blog o sul blog di qualcun’altro
- si condivide il link dell’articolo su Twitter, usando al meglio gli hashtag

Google Trends è di certo il principale strumento oggi utilizzato per l’ottimizzazione SEO dei propri contenuti e, sfruttato insieme con un attento processo di link building, può in un lasso di tempo non troppo lungo dare i suoi ottimi frutti.

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Matt Cutts: Google contro i contenuti generati automaticamente

Google é sempre in allerta e stavolta Matt Cutts, responsabile della sezione Seo di Google, avverte i webmaster che fanno i furbi: durante una conferenza ha annunciato che da ora in poi verranno presi dei provvedimenti seri verso tutti quei siti generati automaticamente. Da tempo, infatti, per far arrivare più visite ad un sito, si usano degli script che una volta installati, raccolgono dati da Google come le “query” più richieste e trasferiscono gli utenti su siti generati in automatico. Ora questo espediente non sarà più legale e tutti i siti e portali che adotteranno tale metodo potranno essere penalizzati dagli ispettori di Google. Sappiamo bene quanto il SEO sia importante, se non essenziale nella buona riuscita di un sito, nel posizionamento e nell’ indicizzazione dei motori di ricerca, ma bisogna farlo da professionisti e rispettando bene le indicazioni fornite dall’azienda di Google. Secondo le “linee guida” del colosso, un sito va premiato nella posizione solo se rappresenta per l’utente finale un valore aggiunto, quindi, deve soddisfare sempre la richiesta effettuata rispettando le regole di usabilità, una grafica non troppo ridondante, l’uso dei testi in maniera corretta e di banner appropriati e non eccessivi. Solo i siti in cui l’utente troverà delle nuove informazioni, il cosiddetto valore aggiunto che interessa a Google, continueranno ad essere indicizzati. Bisogna che tutti i professionisti del web comincino subito a rivalutare con calma la struttura e i contenuti di ogni sito che gestiscono, ogni reindirizzamento e ogni script utilizzato, altrimenti nei prossimi mesi potranno trovarsi di fronte a spiacevoli sorprese di posizionamento.
Negli ultimi anni si è assistito alla nascita di continue strategie e tattiche, nate dall’abilità di vari programmatori e ingegneri del web che pur di scalare la vetta nella prima pagina di Google ne hanno provate di tutti i colori, dall’uso scorretto di parole chiave, ai domini ombra e a loro favore. Bisogna fare molta attenzione, quindi, se siete il proprietario di un sito web non affidatelo al primo consulente SEO che vi capita, potrebbe in qualche modo pregiudicare la vostra buona reputazione. Anche Google vi consiglia di scegliere bene i vostri responsabili SEO, proprio perché devono sempre aggiornarsi sulle novità dell’azienda, sulle regole da seguire per non incorrere in brutte penalizzazioni. Non è facile oggi posizionare e indicizzare un sito web, Google è diventato sempre più severo nelle regole da seguire. Internet è diventato un campo da guerra e solo i più forti e più preparati in battaglia riusciranno ad accaparrarsi le migliori posizioni in tema di visibilità.

 

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Pacchetti SEO, come avere un occhio critico

Da alcuni anni sono in aumento i negozi che sbarcano online. Per amministrare un sito di e-commerce non bisogna essere esperti programmatori, ma qualche accorgimento bisogna prenderlo per farsi conoscere da una vasta clientela e consentire alla propria attività di essere competitiva sul mercato nel più breve tempo possibile.

A volte scrivere testi promozionali d’impatto può non bastare, è necessario che il contenuto venga visualizzato da molti utenti.
Per ovviare a questo problema intervengono delle figure professionali, che si occupano di tecniche di ottimizzazione per creare e rendere migliori pagine web e progetti. L’attenzione viene posta su come trarre il massimo da testi, grafica, posizionamento sui motori di ricerca e metodi di crescita della visibilità.

Spesso i pacchetti SEO includono dei servizi che oggi sono da ritenersi obsoleti e un cattivo impiego per chi sceglie di investire su un prodotto che dovrebbe aiutarlo a migliorare il posizionamento della sua attività nei motori di ricerca. Non si tratta soltanto di individuare le directory del sito, la directory dell’articolo, il blog e altro ancora, ma occorre fotografare il sito e ricercare le aree che hanno bisogno di maggiore attenzione e svilupparle in modo più efficiente, prima di proporre una strategia.

I pacchetti SEO in realtà offrono un servizio standard che può mostrarsi una valida scelta per un sito ma non per un altro. Se da una parte c’è chi guadagna, dall’altra c’è chi vede crollare drasticamente il proprio investimento.

Per ottimizzare un sito occorre portare avanti una strategia personalizzata che tiene conto del modello di business, del tipo di prodotto, dello stile di marketing, della nicchia di clientela, dei dati demografici di mercato ecc.

Quanti sono disposti ad acquistare un’auto usata senza averla provata su strada? Allora perché affidare la propria attività a dei pacchetti SEO senza conoscerne l’utilità?

Molti proprietari di siti web cercano aiuto senza sapere di cosa realmente necessitano, acquistano a scatola chiusa pacchetti SEO “pre-confezionati” per accorgersi poi di essere caduti in una “trappola” subendo perdite di lunga durata.

 

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