il Blog di Melascrivi.com
.it
Articoli, Traduzioni, Schede Tecniche con contenuti originali
Article Marketing

SEO, budget e attitudini esecutive, quale legame?

SEO Perfect Company

Se la nostra intenzione è quella di determinare il successo SEO di un’organizzazione, quali elementi dobbiamo analizzare? Sono molti quelli da prendere in considerazione.

Abbiamo iniziato con l’ipotesi secondo la quale la buona riuscita di un’azienda sia strettamente collegata al suo ottimo posizionamento nelle liste di ricerca. Vogliamo comprovare questa teoria e poi tracciare i fattori che hanno portato ai risultati positivi.

TEST DEL LEGAME FRA FIDELIZZAZIONE E BILANCIO.
Per verificare l’ipotesi è stata proposta un’intervista a 380 market di ricerca sui comportamenti adottati, le tattiche e le strategie per ottimizzare il SEO. E’ stato poi segmentato quel settore degli intervistati che dicono di avere a disposizione quasi tutto o tutto il budget necessario per la fidelizzazione. Il 55% degli intervistati ha dichiarato di disporre del budget ottimale e si è notata una buona correlazione fra affiliazione ed aumento delle vendite.

I TASSI DI CONVERSIONE ELEVATI CORRISPONDONO ALLE VENDITE?
Si è cercato poi di capire se esiste una relazione fra le vendite e il successo nella ricerca. Abbiamo così segmentato quelli che hanno avuto buone performance nei tassi di riconversione.

Le analisi hanno dimostrato un’innegabile verità: un utente fedele acquista con maggiore facilità.

SAPETE CHE LA FIDELIZZAZIONE TRAMITE IL SEO E’ FONDAMENTALE…MA ADESSO?
Ora i dati hanno confermato il nostro sospetto: la fidelizzazione è un elemento necessario per avere ottimi riscontri. Ma come si fa ad ottenerla?

Ci sono tante teorie su come affrontare un aspetto così delicato ma i seguenti tre approcci sono particolarmente efficaci:
- parla lo stesso linguaggio della tua dirigenza: se non utilizzate la stessa lingua del vostro esecutivo non riuscirete mai ad avere appoggio per la vostra strategia. Per aiutarvi, chiedete pure ai vostri colleghi un parere su quelli che sono gli obiettivi dei vostri capi ed utilizzate gli esempi dei vostri concorrenti per parametrare gli obiettivi;
- non esiste “parlare”, esiste solo “fare”: stabilite mini traguardi realizzabili e puntate a conseguirli in periodi di tempo piuttosto brevi per far toccare con mano la concretezza delle vostre strategie;
- trova il fattore di vittoria nella tua organizzazione: anni di esperienza hanno dimostrato che l’elemento di successo può essere trovato all’interno della propria azienda nei reparti meno probabili. Un esempio? Cercate conferma nella finanza, portate i numeri a supporto della vostra strategia e sarete sulla buona strada per ottenere il budget da investire.

VALUTARE I VOSTRI SFORZI SEO PER LA FIDELIZZAZIONE
Anche se questa analisi non è esaustiva abbiamo dimostrato che esiste una stretta correlazione tra un maggior numero di utenti fedeli e le vendite effettuate. Ma qualunque sia la strategia che decidiate di utilizzare, è sempre bene prevedere dei momenti di verifica ed, eventualmente, un cambio di rotta anche minimo per raggiungere i traguardi prefissi.

Read More
Google

Link Network Buzzea: la Google Penalty è abusiva

buzzea-link-penalty

Il responsabile della lotta antispam di Google ha preso delle misure contro i collegamenti di rete venduti da un sito francese che propone ai suoi clienti di violare le istruzioni del motore.

Dopo aver penalizzato molteplici piattaforme per la vendita e l’acquisto dei collegamenti più conosciuti sia nel mondo anglofono sia nella Francia, Google annuncia oggi di sanzionare una struttura destinata ai francesi : Buzzea.

E’ Matt Cutts, il responsabile della lotta anti spam di Google che l’ha detto in un tweet. Ha infatti annunciato che Google agisce contro una rete di collegamenti francese che non rispetta le sue linee guida. Poco prima egli aveva ricordato che Google aveva recentemente pubblicato un promemoria sulle linee guida di qualità di Google relative all’acquisto e alla vendita di link che passano da PageRank, cioè dofollow.

Descrivendosi come uno specialista della posa in relazione entro i siti di editori e inserzionisti, Buzzea permette di vendere o acquistare dei link dofollow, quello che è in effetti contrario alle linee guida di Google. Diretto da un francese ma con base a Dublino in Irlanda, Buzzea non ha per il momento reagito ufficialmente.

Resta ugualmente da capire quale sarà concretamente la sanzione di Google. Matt Cutts ha anche risposto così su Twitter a un internauta, affermando che la Germania è stata nel radar di Google. La lotta contro queste reti di relazioni passa dunque oramai attraverso le frontiere degli Stati Uniti.

buzzea-link-penalty

Read More
Google

Google Search: Matt Cutts svela qualche segreto

google-search

L’esatto funzionamento dell’algoritmo di ricerca di Google non è molto chiaro e non sono pochi i dubbi che scaturiscono in merito alla sua applicazione. Matt Cutts, a capo della sezione anti-Spam di Google, periodicamente pubblica video d’aiuto per i webmaster nei quali spiega il funzionamento degli algoritmi, degli aggiornamenti o di qualsiasi novità partorita a Mountain View. In questo caso Cutts ha precisato che si tratta esclusivamente di ranking e quindi è possibile che alcuni risultati abbiano un algoritmo differente, come ad esempio accade per i risultati locali e le news. In genere, però, le classifiche non sono differenti per quanto riguarda le prime dieci posizioni. L’algoritmo di ricerca di Google è costituito da molte parti, alcune di queste sono implicate nel bilanciamento dei contenuti in base alla pertinenza rapportata con la qualità e la reputazione del sito. Spesso però ci si chiede se i risultati che appaiono in basso nella SERP possano essere gestiti diversamente. Se un internauta arriva a guardare i risultati in basso, o nelle altre pagine, vuol dire che non ha trovato una risposta adeguata all’inizio. Da i commenti lasciati da Matt Cutts, però, è emerso che l’algoritmo agisce con tutti i risultati allo stesso modo. Bisogna comunque tenere presente che i primi risultati della SERP variano notevolmente a seconda del tipo di ricerca condotto. Cutts conclude tranquillizzando i webmaster sulla correttezza del funzionamento dell’algoritmo di ricerca di Google e spronando a sfornare contenuti di qualità ed a crearsi una buona reputazione sul web. Queste due caratteristiche, seppur non garantiscono la presenza nei primi tre risultati della ricerca, danno buone possibilità di comparire dalla quarta alla sesta. Resta comunque necessario approcciarsi con differenti tecniche SEO se quelle attuate fino al momento non hanno portato i risultati sperati.

google-search

Read More
Google

La decadenza del guest blogging

Guest-Blogging-A-Change-in-the-Google-Algorithm-

Matt Cutts, direttore dell’anti-spam di Google, ha pubblicato un post per affrontare la questione del Guest Blogging. Questa procedura prevede che uno scrittore esterno scriva su un blog al fine di dare ulteriori chiarimenti su un dato argomento oppure un punto di vista differente. Questa tecnica SEO nasce per aumentare la visibilità del blog, la reputazione, i rapporti e far arrivare nuovo traffico sul sito. Purtroppo però, specifica Matt Cutts, qualsiasi buona strategia di marketing si trasforma sempre in qualcosa di negativo. Infatti un trand inizia sempre come autentico e va rovinandosi strada facendo, tanto che per la maggior parte è spam e non resta che una minima percentuale di comportamento corretto. Per tale motivo Cutts avvisa che se si sta usando il guest blogging per ottenere link nel 2014 è bene pensare di smettere. Ormai la pratica viene interpretata per lo più come spam e chi ne fa un utilizzo eccessivo viene tenuto sotto controllo. Cutts, inoltre, suggerisce di non ospitare sul proprio blog articoli di altri scrittori, a meno che non si possa garantire in prima persona sulla serietà ed affidabilità dell’autore ospitato. Inoltre non consiglia di utilizzare il guest blogging come strategia SEO per fare linkbuilding. Infine Matt Cutts fa un’analisi storica della decadenza del guest blogging caricando sul suo sito video pubblicati da lui negli anni precedenti. Il primo di questi video dimostra come già nel 2012 il guest blogging si stava avviando su una brutta china, infatti nel filmato Cutts specifica la differenza tra guest post di qualità e post spammer. Il video, però, non è stato preso molto in considerazione e nel 2013 ne ha creato un altro per ribadire il concetto. Tutto questo ha portato ad un ultimo video, pubblicato a fine 2013, che dimostra come Google ha iniziato a considerare il guest blogging come spam. Sembra dunque evidente che la pratica sta seguendo un processo di decadimento. In definitiva, Matt Cutts sottolinea che il guest blogging di qualità sarà sempre considerato positivamente, ma suggerisce di utilizzare molta cautela nella scelta degli autori.

Read More
In Evidenza

Yahoo! lancia la Ricerca Protetta

yahoo

Yahoo sta lanciando in queste ultime ore la ricerca protetta. Annunciata fin dal novembre scorso, la novità impedirà l’invio di referrer ai siti che non sembrano offrire sufficienti garanzie. Attualmente, vengono trasferiti i dati soltanto ai siti ritenuti sicuri.
Il referrer non è altro che l’url della pagina dalla quale un utente di internet si è portato, attraverso un link, su un’altra. Nella gran parte dei casi, si tratta di quella dei risultati di una ricerca affidata a un search engine.
Poiché le parole chiave immesse in un motore di ricerca e l’esito della ricerca stessa vengono considerati dati sensibili, Yahoo sta seguendo il solco già tracciato a suo tempo da Google. Emergono però due differenze.
Anziché mostrare un referrer privo di parole chiave, come ha deciso di fare Google, il traffico viene mostrato come diretto. In pratica, i proprietari del sito di destinazione vedranno diminuire di gran lunga le visite provenienti da Yahoo e, al tempo stesso, assisteranno a una crescita del numero di visitatori diretti. Inoltre, non vengono offerti altri sistemi che permettano agli inserzionisti di lavorare, in qualche modo, sui referrer.
C’è però un’alternativa per gli inserzionisti. Pur a fronte di dati bloccati, gli advertiser possono infatti ricorrere con semplicità a Bing Ads Editor e aggiungere le stringhe collegate ai loro url per controllare le parole chiave più rilevanti. Ma occorre porsi due domande. Per quanto tempo e come i dati di Yahoo saranno accessibili da Bing? Quando, se lo vorrà, Bing stesso adotterà la politica di Yahoo e di Google?
Domande a parte, il processo di Rolls Out di Yahoo è appena cominciato e rientra in un’azione più ampia che potrebbe riservare qualche altra novità. Di fatto, Yahoo si sta muovendo verso l’utilizzo del protocollo sicuro https come predefinito per le ricerche. La pagina di ricerca sicura si presenta, di default, sul sito principale di Yahoo stesso. Entro il 31 marzo, dovrebbe essere così per tutte le versioni nazionali. E pochi utenti vorranno modificare l’impostazione predefinita.

yahoo

Read More
1 2 3 4 5 29