Ottimizzazione delle immagini: come migliorare il ranking su Image Search

Riuscire ad essere tra i primi nei risultati di ricerca è sicuramente importante nel momento in cui si vuole far conoscere un sito, un’attività, un luogo. La stessa regola vale per le immagini: ottimizzarle per avere un buon ranking su Image Search di Google significa avere molta più visibilità.
Poche le regole da seguire: cercare di ottenere il massimo dal minimo e puntare sul valore di una foto.

1. “Ottenere il massimo dal minimo” significa trovare una dimensione dell’immagine tale che non precluda la qualità, ma che non sia troppo pesante per essere caricata, soprattutto su dispositivi mobili. Google infatti presta molta attenzione alla velocità di caricamento e per questo mette a disposizione degli strumenti per ottimizzare le risorse caricate sul web, come ad esempio i PageSpeed Optimization Products (https://developers.google.com/speed/pagespeed/optimization). Ciò perché il motore di ricerca americano è consapevole che maggiore è il tempo per aprire un’immagine, minore la pazienza dell’utente.

2. Il valore di una foto si misura spesso sull’unicità di essa. Utilizzare la stessa immagine presente in altri 100 siti non può aggiungere valore alla pagina, anzi rischia di farla scendere nella classica di ricerca. Se però si usano foto d’archivio la classifica non dovrebbe risentirne, almeno secondo quanto dichiarato da Matt Cutts in passato (http://searchenginewatch.com/article/2275860/Do-Stock-Photos-Affect-Google-Search-Rankings-Matt-Cutts-Says-No).
Fissate queste due regole un buon ottimizzatore di pagine web dovrà ricordare di rinominare l’immagine, non lasciando una stringa incomprensibile di caratteri alfanumerici, ma inserendo un titolo; mettere l’attributo ALT, fondamentale per capire di cosa si tratta nel caso in cui non sia possibile visualizzare l’immagine; aggiungere, se possibile, l’attributo TITLE per migliorare la ricerca; usare lo Schema Markup, perché serve a mettere in un linguaggio più comprensibile al motore di ricerca il soggetto dell’immagine, chi è l’autore, qual è il luogo e quando è stata presa la foto (in modo che la classifica sia il più pertinente possibile).
Predisporre in questa maniera le immagini richiede del tempo, ma nella maggior parte dei casi questo dispendio di risorse sarà pareggiato da un buon ranking.

Postato il da Chiara Como in Google Lascia un commento

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