Matt Cutts consiglia: se non spammi usa il tuo nome

Lo spam è un serio problema che assilla tutti coloro che hanno pagine internet che consentono agli utenti di lasciare commenti.
Ma che cos’è questo spam? Inizialmente conosciuta solo come marca di carne in scatola, diviene famosa grazie ad uno sketch dei Monty Pyton. Si tratta di una scenetta ambientata in un ristorante in cui qualsiasi pietanza prevedeva la presenza di spam con l’insistenza della cameriera nel proporla. Questa gag nasce dal fatto che nel secondo dopoguerra l’azienda era davvero assillante con la propria pubblicità. Da allora, questa parola sta ad indicare tutta quella pubblicità indesiderata che riceviamo per posta o sui nostri siti. A nessuno piace ricevere, in risposta ad un proprio testo od articolo, un commento che sponsorizza un’azienda, magari utilizzando anche un link di riferimento, il tutto non in linea con i nostri contenuti e allo scopo di far pubblicità a terzi. Anche Google si preoccupa di questa piaga del web. Infatti Matt Cutts - che si occupa proprio della ricerca dello spam - ha lanciato pochi giorni fa un video in cui consiglia di tener d’occhio due tipi di commenti: quelli contenenti parole chiave e nomi di aziende invece del vero nome di chi li scrive e quelli che presentano link esterni. Consiglia, quindi, a chi non ha lo scopo di spammare, l’uso in primo luogo del proprio nome. In questo modo chi leggerà saprà con chi ha a che fare e non partirà prevenuto pensando che si tratti di tentativi pubblicitari come accade quando usiamo esclusivamente il nome della nostra azienda oppure lo affianchiamo al nostro. Il video si concentra particolarmente sulla politica di google per quanto riguarda lo spam. Spesso i link negativi da parte di terzi non influenzano particolarmente l’andamento di una pagina o il comportamento degli utenti che la seguono e quindi non sarà attutato nessun provvedimento. Ma se l’atteggiamento è compulsivo e questi link, seppur non seguiti, sono un po’ ovunque, Google da adesso procederà all’eliminazione per indurre uno scoraggiamento ed evitare di riutilizzare questo atteggiamento fastidioso. Questo comportamento del più grande motore di ricerca sul web è giustificato dall’attenzione che esso pone nel fornire al navigatore che vi si affida i migliori contenuti in qualità ed originalità, eliminando quelli fini a se stessi e di nessun utilità per gli utenti.

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Postato il da Chiara Como in Google 1 commento

Risposta Matt Cutts consiglia: se non spammi usa il tuo nome

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