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SEO: nuovi orizzonti per il 2014

Il Marketing SEO nel 2013 è andato incontro ad una vera e propria rivoluzione. L’algoritmo di ricerca è cambiato circa 500 volte durante l’anno creando per alcuni confusione e frustrazione e per altri dei chiari miglioramenti. Gli aggiornamenti Panda (che valorizza i contenuti originali) e Penguin (che controlla il valore dei backlink), insieme al nuovo algoritmo Hummerbird (che analizza tutte le parole usate nella query), hanno cambiato radicalmente il modo di utilizzare le tecniche SEO. Si è registrato quindi un passaggio da una visione della SEO basata sull’uso di parole chiave, ad una che pone il valore dei contenuti al centro delle operazioni di marketing. Le aziende che hanno compreso questo cambio di rotta otterranno ottimi risultati, quelle che resteranno ancorate ai vecchi metodi, invece, vedranno il proprio sito scendere progressivamente nella SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca). Per capire come muoversi per il 2014, basta seguire il “Secure Search Manifesto“. Sono 4 i punti su cui si fonda:

1 - Dati analitici: è importante tenere sotto controllo i dati relativi al proprio sito, quindi monitorare traffico, conversazioni ed entrate. Conoscere queste informazioni, infatti, aiuta a stabilire quali devono essere le priorità lavorative.

2 - Page Rank: il posizionamento sulla SERP, quindi il rank della pagina, attualmente è influenzato da svariati fattori. Tenere in considerazione che il monitoraggio e l’utilizzo delle parole chiave è ancora importante, anche se i contenuti devono essere prioritari. Non dimenticare che al giorno d’oggi è importante essere presenti sui Social e rendere disponibile il sito anche dagli smartphone e, volendo, creare anche delle App apposite. Tutti questi fattori influenzano notevolmente il Page Rank.

3 - Pagine e Contenuti: devono essere al centro delle attività di marketing sempre. Puntare sulla freschezza e su aggiornamenti frequenti.

4 - Tutti i dati sono rilevanti: controllare sempre i dati inerenti al proprio sito, provenienti da diverse fonti (quindi sia da Google Analytics che da Majestic SEO).

Le abitudini radicate sono dure a morire ma adattarsi alle novità è fondamentale per il successo del proprio sito.

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Fare SEO su Naver: 5 Best Practices

Quasi coetaneo di Google, Naver, il motore di ricerca fatto dai coreani per i coreani, è nato nel 1999 e domina da allora il mercato nazionale con oltre il 70% di share. Il successo iniziale è stato dato essenzialmente dal fatto che si trattava di un portale in lingua coreana, cosa che alla fine degli anni 90 nel paese mancava, mentre la preferenza accordata tuttora dagli utenti si spiega invece col fatto che è in continua evoluzione, attento alle esigenze di chi lo usa quotidianamente (anche la versione mobile è in linea con questa tendenza).
Le campagne di sensibilizzazione fatte da Google in Corea del Sud non sembrano preoccupare particolarmente Naver. Ma più che capire come fare per accaparrarsi una fetta di mercato forse sarebbe il caso di studiare le modalità di funzionamento che tra le altre offrono degli ottimi spunti di riflessione per le strategie di marketing più attuali.
Oltre ad avere come prerogativa di utilizzo la registrazione e la creazione di un account, tanto per i privati quanto per le imprese, Naver si basa sui contenuti creati dagli utenti, sulle interazioni sociali e le inserzioni a pagamento. Le classifiche di ricerca sono solo in parte ottimizzate per i motori di ricerca, poiché è possibile vedere i risultati in diverse zone (“multi-faceted approach”): i risultati organici non hanno priorità e le liste sono poche. Per questo è importante per le aziende seguire una strategia multicanale se desiderano avere visibilità sul portale.
Uno sguardo ancora a Naver e a quelle che potrebbero essere definite le regole d’oro che lo regolano potrebbero fornire gli spunti giusti per capire come migliorare il ROI del marketing.
- Passaggio fondamentale è la lingua: non quella costruita a tavolino da un traduttore, ma quella di chi vive in quella cultura e la comunica.
- Registrarsi (obbligatorio per accedere al portale) significa contribuire in maniera personale e responsabile a una serie di servizi.
- Rimanere attivi e partecipativi, contribuisce a rendere migliori non solo i singoli contenuti ma anche la propria visibilità.
- Essere “social”, cioè presenti, coinvolti aiuta a costruire una rete cui poi attingere.
- Conoscere e applicare le regole SEO fornisce una base solida cui fare affidamento.
Naver dunque è costruito per lo più dagli utenti e dalle loro interazioni, come un social network, ma offre più servizi di un motore di ricerca.

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Vecchi siti vs. nuovi siti: chi vincerà nel SEO?

L’attività del SEO (Search Engine Optimization) è tesa ad ottenere la migliore rilevazione del sito web mediante i motori di ricerca, grazie ad un migliore posizionamento nell’indice di ricerca.
Visti i notevoli vantaggi che possono derivare da un’attività di SEO ben svolta, ultimamente quest’attività è divenuta molto interessante e sviluppata a livelli sempre più alti e professionali.
Di contro anche gli spiderbot dei motori di ricerca, costituiti da righe di codice di programmazione che perlustrano la rete alla ricerca di nuovi siti o di modifiche a quelli già esistenti, sono diventati sempre più raffinati ed estremamente selettivi al punto da individuare i casi in cui vengono utilizzate parole-chiave ripetute numerose volte al fine di ingannarli ed in questi frangenti le penalizzazioni per i siti saranno molto pesanti.
Di recente si è iniziato a parlare di modifiche all’estensione dei domini per i siti web e ciò ha portato, molti esperti del settore, ad un’analisi sui vantaggi e gli svantaggi per i SEO che questa modifica potrebbe indurre.
La principale tecnica che attualmente governa la SEO è quella dell’impiego delle parole chiave nel dominio, anche se spesso in questo senso gli abusi non mancano ma nemmeno le penalità ai danni degli operatori scorretti.
Le circa 700 estensioni che a breve saranno concesse dall’ ICAAN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) saranno suddivise in 5 categorie e sarà già possibile individuare nel dominio del sito la categoria a cui esso appartiene.
Quindi i gestori dei servizi di posta elettronica potranno usare il dominio.email, i proprietari di hotel o alberghi.hotel, cosi’ come i proprietari di grandi marchi internazionali che potranno far figurare nell’estensione il marchio della loro azienda.
Questi sono solo alcuni esempi illustrativi, ma l’elenco delle nuove estensioni utilizzabili è veramente molto corposo.
Le vecchie estensioni, con le quali tutti i giorni abbiamo a che fare e che quotidianamente digitiamo nelle barre di ricerca, sicuramente verranno affiancate alle nuove estensioni categorizzate per preservare una certa continuità nell’utilizzo.
Pertanto, a seguito dell’introduzione di queste nuove estensioni i SEO dovranno impegnarsi ancora di più nell’affinare la composizione dei contenuti testuali e nell’indicizzazione, perché gli algoritmi dei motori di ricerca riusciranno meglio a categorizzare i siti ed a restituire risultati di ricerca precisi e mirati, lasciando quindi a casi rari la possibilità di essere ingannati.

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Majestic SEO: ecco gli add-ons del Search Explorer Alpha

Majestic SEO è uno strumento molto utile che permette di analizzare i backlink. Recentemente è stato rilasciato un aggiornamento per quanto riguarda il suo sistema di ricerca Explorer Alpha (adesso alla versione 0.3). Tra i miglioramenti introdotti, si può riscontrare anche l’aggiunta di un importante funzione che permette di visualizzare in diretta i fattori che influenzano il Rank. Pertanto, digitando sul motore di ricerca di Majestic le query che interessano, oltre ai risultati della SERP si potrà accedere anche ad una scheda che mostrerà i fattori di Ranking. Questo permetterà di sapere per quale motivo un sito appare in una posizione più alta o più bassa rispetto agli altri siti. I siti nella SERP si dispongono in base al punteggio, un valore numerico dato dalla somma di tre variabili: InTitle, InAnchor, InUrl. Vale a dire che le parole cercate con la query si trovano, rispettivamente, nel titolo, in link esterni che collegano ad esso, oppure nell’indirizzo del sito. L’utilità di questa funzionalità dal punto di vista SEO è lapalissiana. Ma bisogna considerare che i risultati di una ricerca effettuata su Majestic ed una fatta su Google, od un qualsiasi altro motore di ricerca, si differenziano a volte anche nettamente. Ciò non toglie che, un esperto di SEO, riesca ad ottenere dalle informazioni fornite da Majestic anche utili consigli su come agire per posizionarsi meglio su Google. Ad esempio, se un sito si presenta ai primi posti su Majestic ma particolarmente in basso sugli altri motori di ricerca, allora sarà opportuno adoperare strategie differenti. Inoltre, Majestic fornisce anche un nuovo strumento per creare collegamenti con altre pagine. Facendo una ricerca mirata attraverso l’uso di keyword inerenti al proprio sito, si otterrà l’elenco dei siti web meglio indicizzati con i quali effettuare backlink. Il procedimento è semplice e molto rapido: ogni volta che si trova un valido candidato, basta scorrere la lista e cliccare su “Buchet”. Si tratta di un sistema nuovo e pertanto il suo dizionario non è completo. Se la ricerca non ha portato risultati, si consiglia di riprovare dopo 24-48 ore, perché con l’inserimento del termine si avvia anche l’elaborazione della classifica.

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Sei modi per migliorare la propria visibilità su web

The way to improve web traffic

Non sempre è necessario spendere per far guadagnare visibilità a una pagina web. Basta avere alcune piccole accortezze che rendono il sito e i link ad esso collegati più fluidi, pertinenti e dinamici.
In particolare esistono sei modi per valorizzare ciò che già si possiede.
1. Controllare i link di reindirizzamento: fare ciò porterà a scoprire che, sebbene la pagina web sia corretta possono esserci dei robots.txt che impediscono il collegamento da o verso questa pagina o peggio ancora la penalizzano; il più frequente appare come “error” 404 (che indica che la pagina non è stata trovata, e lì bisogna capire chi ha cancellato cosa) e il 302 (che collega temporaneamente una pagina a un’altra); in quest’ultimo caso, sostituendo il redirect temporaneo con uno permanente si migliora il ranking di ricerca.
2. Aggiornare i domini che reindirizzano al sito corrente: semplicemente fare un po’ di ordine, aggiornare e collegare con redirect permanenti i vecchi domini alla pagina o al sito che stiamo migliorando.
3. Migliorare la posizione dei link: ottenere un buon link sicuramente accresce il valore della pagina web, ma non basta; riuscire a renderlo linkabile facilmente e tenerlo “Above the fold”, cioè in una posizione chiave, immediata, visibile potrebbe portare ad avere un numero maggiore di collegamenti.
4. Sfruttare le immagini guida: un confronto con altre immagini simili a quelle caricate sul proprio sito, valutate in base al traffico che generano, aiuta a capire cosa modificare e su che tipo di immagini puntare; un ottimo strumento in questo caso per capire dove si convoglia maggiormente il traffico internet potrebbe essere Google Analitics.
5. Rendere attivi i pdf: sebbene i file pdf di primo acchito possano sembrare difficili da gestire e chiusi rispetto alla rete, è sufficiente rendere linkabile il sito di riferimento dalla cima del file, per renderli alleati e non più nemici.
6. Test di traffico: se apparentemente non c’è qualcosa che non va nel sito, ma questo comunque ha un traffico internet limitato, è bene provare per alcuni giorni qualche strumento come CrazyEgg, per vedere cosa desta e cosa no l’attenzione dei visitatori sul sito e provare a modificarlo.
Nulla di nuovo, dunque, ma occorre costanza anche in periodi come questo, prenatalizio, in cui pure i pensieri dei webmaster sono rivolti da tutt’altra parte.

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