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Aprire la porta del garage con il Bluetooth? E’ possibile

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Aprire la saracinesca del garage o un cancello con un telecomando è ormai storia passata, le vecchie frequenze radio sono divenute obsolete. Nel terzo millennio il box auto si apre con lo smartphone via bluetooth. Per fare questo esistono essenzialmente tre modalità: comprare accessori appositi, oppure costruire un device autonomamente, o ancora, scaricare un’applicazione; le tre opzioni appena presentate hanno in comune solo due cose: una connessione internet e un mobile.

Il modo più facile per realizzare questo piccolo ingegno della domotica è comprare dei dispositivi particolari, come MyQ di LiftMaster oppure BluePass di TecnoRS: un piccolo accessorio che si collega alla rete internet casalinga e permettere di ricevere degli input via bluetooth da parte dello smartphone anche a km di distanza. Per rimanere sempre nell’ambito della linearità e semplicità, continuiamo con le applicazioni appartenenti ai marchi dei costruttori di cancelli, basculanti, saracinesche, etc. Ormai tutti i maggiori produttori del settore hanno creato delle applicazioni (disponibili nel loro e-shop o nei vari App Store) che consentono di gestire tutte le automazioni casalinghe, garage compresi.
Infine per i tecno esperti, e per i cosiddetti “smanettoni”, esiste un’opzione più complessa che sicuramente riuscirà a dare grandi soddisfazioni al suo realizzatore: costruire un sistema funzionante fai da te. Nel web è possibile trovare una moltitudine di progetti, ognuno differente dall’altro, con annessi i relativi tutorial.

Utilizzare il bluetooth per aprire il garage può essere veramente comodo, non si dovrà più passare il tempo a cercare il telecomando o ancora peggio scendere dalla macchina per aprirlo manualmente, ma come per ogni cosa esiste un rovescio della medaglia: i sistemi bluetooth sono facilmente bypassabili, raggirare questo tipo di tecnologia non è solo prerogativa degli hacker, può farlo chiunque abbia una minima base informatica poiché online si possono rintracciare dei tutorial che spiegano come compiere questo genere di azioni. Per ovviare a questo neo l’unica soluzione è puntare molto sulla sicurezza, mettendo password estremamente difficili e regolare il sistema in modo che possa rispondere solamente ai comandi di determinati dispositivi.

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Dalla vecchia alla nuova scuola: l’evoluzione del SEO

Il SEO, acronimo di Search Engin Optimization, è l’insieme di attività rivolte ad aumentare il numero di accessi ad un sito tramite i motori di ricerca. Esso ha assunto con il tempo una valenza sempre maggiore, tanto da diventare una scelta strategica fondamentale per realizzare un sito di successo.
Infatti mentre in passato l’ottimizzazione era rivolta all’incremento del volume di traffico di un sito, oggi si tende a migliorarne i contatti e la qualità, al fine di fornire una informazione quanto più attinente possibile all’informazione cercata dall’utente.
Quindi alla base della nuova scuola SEO vi è il miglioramento della visibilità di un sito attraverso la cura della qualità, velocità e correttezza dell’informazione ricercata. Marchio, fama, fruibilità e soddisfazione dell’utente sono gli obiettivi fondamentali della nuova Seo. Scopi che possono essere raggiunti solo attraverso la combinazione di un’attenta analisi delle chiavi di ricerca, la redazione di contenuti significativi e la cura dell’accessibilità del sito. Title tag, heading title e link corrispondenti all’argomento e che invogliano a cliccare ed a leggere l’intero contenuto della pagina web, sono elementi indispensabili per il successo del sito.
I benefici dell’ottimizzazione possono essere ottimizzati sfruttando le sinergie legate all’utilizzo di social media. Una forte presenza su social media più importanti, tramite link di collegamento ai contenuti e l’interazione con l’utente consentono di realizzare una rete di relazioni che permettono di migliorare e potenziare la visibilità del sito e quindi accelerare il processo di ottimizzazione.

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Come fare Link Building correttamente nel 2014

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Il link building è un’attività che consiste nel piazzamento di link di un sito, che si desidera venga visitato, in diverse locazioni nello sterminato mondo di internet.
Bisogna pianificare ove inserire i link e soprattutto la loro quantità, perché esagerare potrebbe essere controproducente. E soprattutto bisogna incentivare l’attività di terzi nel linkare i siti di interesse.
Con l’aggiornamento di Penguin, si è diffusa la paura, a volte infondata ed esagerata, che l’attività di link building potesse fermarsi.
Ma in realtà, ancora oggi nel 2014, un criterio ottimale per aumentare la visibilità nei risultati di ricerca è sempre il link building.
La cosa che i webmaster dovrebbero ben comprendere è la differenza tra quelle azioni che rientrano nel link building e quelle attività trasversali, che sotto la falsa apparenza del link building, finiscono per incentivare il flusso di visite nei siti web di interesse.
Tra queste ultime attività, non proprio trasparenti, sono catalogate:

- l’impiego di software per la generazione automatica di link ai siti;
- compravendita di link per aumentare le visite della pagina;
- acquisto di spazi o articoli, finalizzati alla diffusione di un link;
- attività ripetuta di spam.

Sorge spontanea, allora, la domanda: Ma quali sarebbero le strade, ritenute percorribili, per generare link in questo nuovo anno ?

- Instaurare una fitta rete di rapporti con i blogger ed i gestori di pagine che trattano servizi inerenti all’attività che il sito promuove: le scelte dei consumatori, sono fortemente, guidate dai suggerimenti dei blogger e dei social-network che si stanno progressivamente sostituendo alla carta stampata.

- Evitare gli scambi di link con siti che non sono inerenti all’attività svolta: spesso il numero elevato di proposte di scambio, di attività di pubblicazione, di link potrebbe apparire allettante. Ma bisogna prestare attenzione ai siti che avanzano queste proposte ed alle ritorsioni che queste condivisioni potrebbero generare.

- Creare dei blog informativi per la clientela con link al sito, al fine di far comprendere, ai motori di ricerca, la struttura del sito ed i temi affrontati.

In definitiva, è’ bene evitare le scorciatoie e le vie facilitate. Il link building è una delle principali attività di gestione di un sito. Richiede tempo ed impegno, ma i frutti prodotti onestamente sono sempre i migliori ed i più remunerativi.

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Spammy SEO: è corretto utilizzarlo?

Ogni giorno vengono creati per il web nuovi siti, nuovi blog, nuovi forum, nuovi e-shop, e il mondo virtuale diventa sempre più ampio; ogni parola chiave ricercata sui motori di ricerca apre pagine e pagine di risultati. In un contesto tale come dovrebbe fare una startup per farsi conoscere? Alcune ricorrono allo stratagemma dello spammy SEO, ovvero usare scorrettamente parole chiave o deeplinks. Uno dei più clamorosi esempi dell’ultimo periodo è il sito internet RapGenius, il quale per raggiungere il top nel ranking di Google ha pensato bene di fare pubblicità nei suoi accounts di Facebook e Twitter a tutti coloro che nei loro blog avessero inserito una lista di deeplinks diretti a RapGenius. Il problema era che le keywords inserite nei links erano semplicemente dei fake, ecco cosa succedeva se si cliccava per aprire e vedere il video: “Oops, wrong video”! Precisamente i links avrebbero dovuto portare alle clips delle nuove canzoni di Justin Bieber, e RapGenius cercava di inserire questi fake deeplinks in blog a sfondo musicale, famosi e con moltissime visite giornaliere, per avere un gran ritorno e scalare la lista dei risultati di Google… Però i video con le nuove canzoni di Bieber (uno dei due cantanti maggiormente cercati nel web nel 2013) non esistevano affatto.
Questa storia incresciosa è finita semplicemente con un messaggio di scuse da parte del fondatore di RapGenius, in cui giustificava il suo comportamento asserendo che i suoi competitors facevano altrettanto spamming.
La reazione di Google non è stata molto coerente con il passato, il gigante di Mountain View non ha penalizzato RapGenius perché ha investito in quest’ultimo, sapendo sin dall’inizio quale era il suo gioco. In realtà bisogna spezzare una lancia a favore di Google, perché è notizia delle ultime ore che sono stati eliminati i link diretti al sito web di RapGenius dai risultati di ricerca, ma sono comunque rimasti visibili l’account Twitter, quello Facebook e la pagina su Wikipedia del medesimo.
Purtroppo è opinione comune che i cosiddetti VC-backed possano fare spamming fino ad arrivare al punto di essere smascherati e una volta scoperti apprestarsi a chiedere scusa, oppure dire che non si era a conoscenza di nulla o che c’era un errore.
E se a fare la stessa cosa fosse un sito nel quale Google non ha investito? Sicuramente i proprietari andranno incontro a qualche problema, basta fare una piccola ricerca e andare a vedere cos’è successo a OverStock.com oppure JC Penney per averne la conferma (questi come altri facevano spammy SEO pagando bloggers per inserire dei link diretti a determinate pagine).

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I propositi SEO per un 2014 di successo

I buoni propositi non finiscono mai, così come la necessità e la voglia di apprendere e migliorarsi in continuazione. All’inizio dell’anno, in particolare, chi opera in chiave SEO è chiamato a confrontarsi con se stesso e con le azioni da mettere in campo. Lo scadere di 12 mesi e l’inizio d’un nuovo ciclo sono la miglior occasione per mettersi in discussione, rivedere le strategie, gli obiettivi e le tecniche in ottica SEO, spesso già rodate ma sempre da aggiornare. Riuscire a far meglio significa aumentare le possibilità di successo.
Occhio, tanto per cominciare, alle numerose informazioni che è possibile ottenere navigando sulla rete. Troviamo ricerche e articoli redatti dagli esperti del mercato ed è possibile comprendere meglio i comportamenti dei consumatori e dei frequentatori assidui della Rete. È inoltre opportuno cercare e valutare con attenzione le novità, le proposte e le strategie dell’industria stessa. Farsi un’idea precisa sulle richieste del mercato e saperle prevedere, è fondamentale per chi opera in modo orientato ai motori di ricerca. Se c’è una domanda, infatti, va soddisfatta. È a partire da quella che si muovono tanto i motori quanto le ricerche degli utenti del web.
Un suggerimento assai diffuso e condiviso dagli esperti dell’universo SEO riguarda almeno due aspetti pratici.
Il primo consiste nel guardare con attenzione, giorno per giorno, alle possibili novità e alle indicazioni fornite dai motori di ricerca. Per questo, lo stesso Google può essere interrogato. Risorse quali Search Engine Land e Search Engine Watch sono, a loro volta, punti d’osservazione privilegiati e ricchi sui diversi motori di ricerca. È anche importante, e siamo a un secondo suggerimento, mettere a punto un feed Rss delle proprie risorse favorite. In questo modo, a inizio giornata, quasi leggessimo il giornale al bar, potremo dare uno sguardo approfondito a quanto si muove e si evolve nel mondo, tra ricerche, piattaforme social, siti d’informazione.
Importantissimo, poi, tenere in considerazione una previsione largamente condivisa: il 2014 sarà l’anno del definitivo sorpasso dei dispositivi mobili. Un sito web ottimizzato per i dispositivi mobili è una necessità ormai impellente.

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