Author Archives: Chiara Como

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Google Unnatural Links Manual Penalty: come chiedere riconsiderazione della penalità

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Le linee guida di Google in fatto di manipolazione al fine di aumentare o falsare il PageRank sono molto severe. Molti webmaster devono fare i conti con ciò e con le sanzioni che il colosso informatico decreta ogni mese.
Secondo Matt Cutts, Google avvia in un mese 400.000 azioni di questo tipo e riceve nello stesso tempo 20.000 richieste di riconsiderare la sanzione. Se ne conclude che il 95% dei siti che subiscono una penalità non fanno nulla. Questa guida si rivolge a quel 5% che invece vuole tentare un recupero.
Occorre innanzitutto tenere sotto controllo le emozioni (rabbia, frustrazione…) e agire con calma.
Inutile pensare che ci sia un errore o che Google sia ingiusto, o peggio ancora inveire contro Google. Riacquistata la piena padronanza di sé bisogna procedere con ordine:

1. Niente fretta. È bene non inoltrare una richiesta di riconsiderazione a poche ore (o pochi giorni) dalla notifica, poiché si rischierebbe di ricevere un nuovo avviso molto simile al primo (i link innaturali sono ancora lì).
2. Controllo link. Iniziare controllando i collegamenti in Google Webmaster Tools: ci sono buone possibilità che il problema sia lì. Verificare il traffico e i link collegati al sito. Ne esistono di diversi tipi e c’è un’azione da compiere per ognuno: i link non trovati, come le pagine offline e le pagine spam sono da ripudiare semplicemente; i collegamenti costruiti con il preciso scopo di manipolare il PageRank, così come quelli che partono da siti penalizzati o fanno parte di una rete di link sono da far rimuovere; i collegamenti con i partner, con i social media o quelli naturali sono da mantenere.
3. Impostare un account con Google Drive. Una volta identificati i collegamenti dannosi, inserirli in un foglio di calcolo, aperto su Google Drive, e segnare l’URL del link e la pagina del sito a cui punta; il contatto email; la prima, seconda e terza richiesta di rimozione; lo status del link (attivo o rimosso). Occorre essere meticolosi, perché l’intera documentazione sarà poi trasmessa a Google.
4. Richiesta di rimozione. Fare diversi tentativi perché il collegamento sia rimosso, mandando delle email (il più specifiche possibile) con un intervallo di cinque giorni circa tra una e l’altra. Se dopo il terzo invio non si ottiene alcun risultato allora ripudiare il sito.
5. Presentare la richiesta di riconsiderazione. Nel farlo bisogna essere precisi, segnalare tutti i tentativi fatti e ammettere le proprie colpe. Solo così si può sperare che la penalizzazione cada.

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Google

Matt Cutts: usare Article Directories come Links? meglio di no!

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In un recente video Matt Cutts, a capo della sezione anti-spam di Google, ha affrontato la questione degli Article Directory. In questo filmato d’aiuto per i webmasters, Matt Cutts risponde alla domanda di un utente che è interessato a sapere se i link presenti negli article directory vengono considerati positivamente o negativamente da Google. In primo luogo Matt Cutts spiega cosa sono gli article directory. Egli li definisce come contenuti di 300 o 500 parole al massimo che, in basso, consentono di inserire fino a tre link. Praticamente lo scopo è quello di far condividere e pubblicare da altri questi article directory in modo da diffondere i link che sono stati inseriti e ottenere traffico sul proprio sito. Inoltre, utilizzando questa tecnica aumentano i collegamenti incrociati e di conseguenza dovrebbe migliorare la posizione sul motore di ricerca. In realtà, specifica Matt Cutts, la maggior parte delle volte gli article directory non ottengono i riisultati sperati perché sono di qualità molto bassa. In altre parole, spesso si tratta di contenuto spam che viene diffuso ovunque per la rete. Il consiglio di Matt Cutts a tutti i webmaster è quello di non fare particolare affidamento sugli article directory e di non utilizzarli per creare link in entrata. Scegliendo questa strategia, infatti, si rischia di ottenere l’effetto contrario a quello sperato: invece di un’ottimizzazione si può incorrere in una penalizzazione.

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Google

Fetch: un Google Tool per indicizzare rapidamente i tuoi contenuti

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Utilizzando le varie funzioni messe a disposizione dagli strumenti di Google Webmaster Tools, sarà possibile garantire al proprio sito una buona visibilità.
Tra i toolkit, Fetch è sicuramente uno dei migliori poiché offre agli utenti la possibilità di presentare i propri indirizza URL all’indice.
I proprietari di siti web, spesso, pubblicano nuove pagine web o nuovi blog sulle loro pagine ed attendono che compaiano tra i risultati di ricerca di Google. Ma ciò potrebbe richiedere molto tempo, addirittura anche alcuni mesi.
Una soluzione, quasi magica, per accelerare il processo è quella di inserire il link del proprio sito nell’indice, utilizzando il Fetch.
Utilizzando questo strumento, i link inseriti, compaiono tra i risultati di ricerca addirittura in meno di 5 minuti.
Il Fetch, dunque, del quale sopra si sono elogiati i risultati, è molto immediato da impiegare e di seguito se ne fornisce una guida, articolata in più step:

I° Step: Visitare gli strumenti di Google Webmaster Tools

Dalla schermata iniziale di Google Webmaster Tools, selezionare il nome del dominio, espandere il menù “Crawl” e cliccare sulla voce “Fetch as Google

II° Step: Fetch con Google

Inserire l’indirizzo URL della propria pagina web o del proprio blog nel campo di input, lasciando all’esterno il nome del dominio, e cliccare sul pulsante “Fetch

III° Step:

Se l’operazione ha avuto successo, sarà possibile inviare la propria pagina presso l’indice di Google, cliccando su “Submit to index”.
E’ possibile inviare all’indice, lo stesso indirizzo URL del sito o l’indirizzo URL e tutte le pagine ad esso collegate.

In alcuni casi è necessario aiutare Google a capire che il proprio sito possieda contenuti originali, infatti molte volte capita di vedere dei siti simili ad altri, che vengono definiti come contenitori di materiale originale.
Ciò succede quando Googlebot scansiona un sito prima dell’altro e se un sito possiede una velocità di scansione più frequente ed un’autorità di dominio più elevata, allora verrà considerato il creatore originale dei contenuti.
L’utilizzo dello strumento “Fetch” può aiutare a combattere il fenomeno della copiatura, che porta terzi a spacciare per propri i contenuti reperiti altrove.

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Web Marketing

Come può il SEO favorire lo sviluppo verso i mercati esteri?

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Non sempre i clienti vedono la SEO e la link-building come un buon mezzo per le vendite all’estero. Non li considerano infatti come mezzi potenti per approcciarsi all’esportazione, bensì come tecniche difficili e costose. Di seguito illustreremo tre dei principali esempi di come le aziende usano la SEO specificatamente per implementare le vendite all’estero.

Lingo24:
Si tratta di un’agenzia di traduzioni istituita nel 2001 da Christian Arno, giovane laureato in lingue. La sede della società è in Scozia, ma nel corso degli anni è diventata una società globale che ha aperto uffici in quattro continenti e possiede clienti provenienti da più di 50 paesi. La Lingo24 per crescere e raggiungere nuovi mercati si è basata molto sul marketing online. Negli ultimi cinque anni, infatti, l’azienda ha lanciato 70 siti web specifici per il Paese a cui si rivolgono, il che ha aiutato le vendite a crescere del 268%. Inoltre, Lingo24 ha usato contenuti di marketing, pubbliche relazioni, campagne PPC e Social Network per aumentare il profilo nei mercati chiave. In particolare ha operato per quanto riguarda Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Svizzera ed altri importanti mercati europei. Il loro contenuto è stato efficace ad aumentare la visibilità e portare i clienti al sito.

Pianificazione POD:
Creata da Jeff Kear, questa applicazione online si rivolge soprattutto alle piccole imprese che, quasi esclusivamente grazie ad essa ed agli sforzi in campo SEO, riescono ad avere uno sbocco nei mercati esteri. Essenzialmente semplifica il lato professionale e la pianificazione d’eventi. Con l’adeguato uso della SEO anche imprese piccole e poco conosciute possono imprimersi nel mercato dell’esportazione.

JED Alliance:
Con sede in Florida, si occupa della vendita di automobili. L’azienda ha conquistato il mercato mondiale ed addirittura è il 90% delle automobili prodotte ad essere venduto all’estero, in particolare in Sud America. L’unico modo per raggiungere i clienti esteri è Internet. Sulla rete l’azienda deve guadagnare prima visibilità e poi credibilità, qualità che può aggiudicarsi con la SEO.

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Article Marketing

SEO, budget e attitudini esecutive, quale legame?

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Se la nostra intenzione è quella di determinare il successo SEO di un’organizzazione, quali elementi dobbiamo analizzare? Sono molti quelli da prendere in considerazione.

Abbiamo iniziato con l’ipotesi secondo la quale la buona riuscita di un’azienda sia strettamente collegata al suo ottimo posizionamento nelle liste di ricerca. Vogliamo comprovare questa teoria e poi tracciare i fattori che hanno portato ai risultati positivi.

TEST DEL LEGAME FRA FIDELIZZAZIONE E BILANCIO.
Per verificare l’ipotesi è stata proposta un’intervista a 380 market di ricerca sui comportamenti adottati, le tattiche e le strategie per ottimizzare il SEO. E’ stato poi segmentato quel settore degli intervistati che dicono di avere a disposizione quasi tutto o tutto il budget necessario per la fidelizzazione. Il 55% degli intervistati ha dichiarato di disporre del budget ottimale e si è notata una buona correlazione fra affiliazione ed aumento delle vendite.

I TASSI DI CONVERSIONE ELEVATI CORRISPONDONO ALLE VENDITE?
Si è cercato poi di capire se esiste una relazione fra le vendite e il successo nella ricerca. Abbiamo così segmentato quelli che hanno avuto buone performance nei tassi di riconversione.

Le analisi hanno dimostrato un’innegabile verità: un utente fedele acquista con maggiore facilità.

SAPETE CHE LA FIDELIZZAZIONE TRAMITE IL SEO E’ FONDAMENTALE…MA ADESSO?
Ora i dati hanno confermato il nostro sospetto: la fidelizzazione è un elemento necessario per avere ottimi riscontri. Ma come si fa ad ottenerla?

Ci sono tante teorie su come affrontare un aspetto così delicato ma i seguenti tre approcci sono particolarmente efficaci:
- parla lo stesso linguaggio della tua dirigenza: se non utilizzate la stessa lingua del vostro esecutivo non riuscirete mai ad avere appoggio per la vostra strategia. Per aiutarvi, chiedete pure ai vostri colleghi un parere su quelli che sono gli obiettivi dei vostri capi ed utilizzate gli esempi dei vostri concorrenti per parametrare gli obiettivi;
- non esiste “parlare”, esiste solo “fare”: stabilite mini traguardi realizzabili e puntate a conseguirli in periodi di tempo piuttosto brevi per far toccare con mano la concretezza delle vostre strategie;
- trova il fattore di vittoria nella tua organizzazione: anni di esperienza hanno dimostrato che l’elemento di successo può essere trovato all’interno della propria azienda nei reparti meno probabili. Un esempio? Cercate conferma nella finanza, portate i numeri a supporto della vostra strategia e sarete sulla buona strada per ottenere il budget da investire.

VALUTARE I VOSTRI SFORZI SEO PER LA FIDELIZZAZIONE
Anche se questa analisi non è esaustiva abbiamo dimostrato che esiste una stretta correlazione tra un maggior numero di utenti fedeli e le vendite effettuate. Ma qualunque sia la strategia che decidiate di utilizzare, è sempre bene prevedere dei momenti di verifica ed, eventualmente, un cambio di rotta anche minimo per raggiungere i traguardi prefissi.

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