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Matt Cutts su Google Panda: il segreto è avere contenuti di qualità

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Nel 2011, Google ha introdotto anche in Italia una considerevole novità, finalizzata alla classificazione dei siti web a seconda della qualità dei loro contenuti: si tratta di Google Panda, un algoritmo che agisce a livello del sistema di indicizzazione dei contenuti web e che permette di favorire un miglior posizionamento dei siti con materiale originale, utile, chiaro ed esaustivo, in cui gli spazi pubblicitari, pur presenti, si trovano in misura minore rispetto ai contenuti.

Cosa fare se il proprio sito è stato individuato e colpito dall’algoritmo di Google Panda? E quale tipo di contenuti incide negativamente nella valutazione?
Sono questi gli argomenti affrontati dall’ingegnere di Google Matt Cutts in un video, nel quale, per prima cosa, illustra brevemente le modalità e le tempistiche di rilascio di Panda e degli aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca.

“Panda è un’innovazione che abbiamo introdotto approssimativamente due anni fa, mirata ad individuare contenuti di bassa qualità: un nuovo aggiornamento veniva rilasciato circa ogni mese, occasione in cui anche i dati erano rivisti e rielaborati.
Si era arrivati ad un punto in cui i cambiamenti, all’interno di Panda, erano di piccola entità ed avvenivano gradualmente: ottenemmo buoni segnali, avevamo raggiunto piccoli risultati, ma gli ultimi aggiornamenti non apportarono grandi novità.”

Così, mentre Panda migliorava le sue capacità nello scovare contenuti di bassa qualità, gli ingegneri focalizzarono la propria attenzione su come e quando i nuovi aggiornamenti avrebbero inciso sui risultati di ricerca.

“Ci siamo detti: andiamo avanti, ed invece di avere un discreto aggiornamento dei dati, il che avviene automaticamente ogni mese circa, procediamo ed integriamo Panda nel nostro principale processo di indicizzazione.”

Ma cosa accade se un sito viene colpito da Panda?
Prima di tutto, ciò significa che il contenuto è di bassa qualità oppure è del tipo “copia-e-incolla” che può essere trovato su molti siti web.
Sarebbe opportuno verificare, nel pannello di controllo Google Webmaster Tools, se è presente qualche avvertimento, in modo tale da poter determinare se il posizionamento del sito nei risultati di ricerca di Google è influenzato negativamente da Panda oppure da qualcos’altro.

“Quindi, se credete che il vostro sito potrebbe essere stato colpito da Panda, l’obbiettivo primario deve essere quello di assicurarsi contenuti di alta qualità: popolari, convincenti, simili a quelli presenti su libri o riviste, contenuti che è piacevole leggere, condividere con gli amici e sui quali è possibile fare affidamento”

Cosa fare, allora, se è la qualità dei contenuti ad influire negativamente sul posizionamento del sito? Sino ad ora, Panda è stato alquanto intransigente su quel tipo di contenuti che Google reputa di dubbio merito.
“Se il vostro posizionamento non è alto come in passato, in generale, è sempre una buona idea interrogarsi sulla qualità dei contenuti del proprio sito: è un contenuto derivato da altri siti? Copiato? Duplicato? O semplicemente non così utile?”

Di conseguenza, Cutts afferma che è proprio questo tipo di contenuti che non permette ai siti di posizionarsi come dovrebbero: Google è riuscito a determinare quali siano i contenuti fondamentali e più apprezzati in base ad alcuni sondaggi svolti su specifici campioni di utenti, e sono proprio i contenuti di qualità che si trovano ai vertici dei rankings delle ricerche.

La campagna di Google per contenuti web di qualità e realmente utili alla comunità della rete continua.

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